Il Tirreno

Grosseto

Il post su Trump accende il dibattito

di Elisabetta Giorgi
Il post su Trump accende il dibattito

Il protezionismo di Donald entusiasma Vivarelli Colonna, ma preoccupa le aziende maremmane: polemiche su Fb

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GROSSETO. «Primo comandamento di Donald Trump comprare americano, assumere americano! Per me sarà un grande presidente», scrive in queste ore su Facebook il sindaco di Grosseto e presidente della Provincia Antonfrancesco Vivarelli Colonna mostrando un caloroso e convinto entusiasmo per le inclinazioni protezionistiche del presidente degli Stati Uniti. Il post riscuote tra i grossetani consensi e critiche aprendo un piccolo ma interessante dibattito in rete.

Il filo-trumpismo di Vivarelli Colonna non è certo un mistero, anzi: quasi ogni giorno il primo cittadino di Grosseto nella sua bacheca posta, condivide e commenta foto, video e notizie pescate dalla rete mostrando piena simpatia nei confronti del tycoon e palese antipatia per chi lo critica. Foto di improbabili marciatrici anti Trump, video sulla «più grande collezione di figure di m...che la storia americana possa raccontare» (degli anti-Trump) e così via; ma è soprattutto quel post sul “comprare americano” che sta convogliando in queste ore l’attenzione degli internauti maremmani, compresi imprenditori e produttori locali che sollevano perplessità e timori.

Scritto il 20 gennaio, ieri il post sul “protezionismo Usa” contava 650 like e 335 condivisioni. Pro e contro: c’è chi si è detto sulla linea del sindaco e chi si è smarcato: molte sono le aziende maremmane che esportano proprio in America. E in questi giorni si tiene a San Francisco il Winter Fancy Food, evento che vede ospite una fetta importante del mondo produttivo maremmano, lo stesso che è faticosamente impegnato a farsi strada con l’export laddove i confini potrebbero chiudersi.

Il partito dei protezionisti. Su Facebook, al grido trumpistico di Vivarelli Colonna del «comprare americano» risponde in primis l’inedito partito dei nazionalisti grossetani. «Ci vorrebbe qui in Italia» risponde qualcuno in sintonia col sindaco. C’è chi la butta in politica, chi ne approfitta per tirare in ballo pure gli immigrati. «Il centrodestra è con Trump, inutili le contestazioni di antidemocratici clandestini razzisti comunisti drogati e delinquenti» dice uno. «Io sto con Trump a prescindere, contro i satanisti clintoniani» dice un altro. «Bisognerebbe prendere esempio da lui: la prima cosa è l’America, non come da noi che la prima cosa è fare bisness (è scritto così, ndr) su questi sudici clandestini di m…». «Ecco perché i nostri sinistroidi hanno paura di questo presidente: spero che riesca a dare una bella strigliata all’Europa». Qualcuno si limita a un sereno «viva Trump», altri postano una foto di una bandiera a stelle e strisce che sventola tra un commento e l’altro. «Un grande esempio di democrazia, avanti Trump»; o «vorrei tanto un presidente come Trump, un presidente che difende gli interessi nazionali a tutti i costi». Ma è qui che si apre il fronte dei contrari, che si soffermano proprio sulle pieghe del nazionalismo americano.

Il partito degli sbalorditi. Mentre Carlo de Martis (consigliere comunale) rilancia sulla propria bacheca il post del sindaco accanto a un collage di articoli che parlano di aziende maremmane che esportano in Usa e il commento «non ho parole», il dibattito prosegue sul profilo di Vivarelli Colonna che citavamo sopra, con una serie di commenti stupefatti o divertiti. «Quindi possiamo dire alle aziende maremmane di smettere? Saranno contentissime», scrive un cittadino. Il sindaco interviene qua e là a ribadire il suo pensiero («Credo che anche noi in Italia dovremmo dire “compriamo italiano e assumiamo italiano!”), ma i lettori insistono sulla (probabile?) chiusura delle barriere americane all’Italia. Maremma inclusa. Il che - scrive un imprenditore che ha esperienze internazionali - «è l’opposto di quanto ha fatto degli Usa il paese della libertà e della speranza, il simbolo dei valori occidentali»; e per quanto riguarda noi «è grottesco esultare». «L’America è notoriamente famosa per l’olio e il vino di qualità. Credo che sarebbe bene preparare le aziende per bene visto che i nostri prodotti li vuole il mondo». «Un mercato chiuso è un mercato lanciato a bomba verso la morte», fa eco un altro. «Speriamo che Trump ci faccia continuare a vendere i prodotti agroalimentari italiani, altrimenti dubito che sia un grande capitano». «Vino made in Italy, ciaone», chiosa una donna.

No comment. Vino, olio, formaggio. Il made in Maremma negli Stati Uniti va forte. Abbiamo cercato più volte di contattare il sindaco per chiarire il suo pensiero in merito al dibattito ma lui ha fatto sapere - tramite ufficio stampa - di non voler rispondere e non aver nulla da dire.

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