Il Tirreno

Grosseto

Il caporalato dimenticato

 Il caporalato dimenticato

Convegno di Attac domani a Palazzo Aldobrandeschi

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Attac Grosseto non molla e, dopo settimane di silenzio dal fronte del caporalato, torna a parlare del fenomeno che ammorba anche l’agricoltura maremmana: l’appuntamento è per domani, nella sala Pegaso del Palazzo della Provincia.

Nei mesi scorsi, il sindacato ha tentato di misurare ampiezza e profondità di questa “pratica”: Fai Cisl ha parlato di 3.000 braccianti nella rete; Flai Cgil, a fine 2015, in un incontro alla Fondazione Il Sole, disse che «ci sono 1.500 persone che lavorano impigliate negli ingranaggi di un sistema para-schiavistico gestito da caporali». Qualche mese fa, la Camera del lavoro, poi, ha acceso i riflettori anche sulle mappe del prelievo mattutino che cambiano ogni “x” mesi: c’era una volta lo spiazzo dell’area di servizio “Da Gigi”, sull’Aurelia sud, dove ogni mattina, all’alba, venivano caricati – su pulmini o Suv – i braccianti: a decine, con destinazione gli sterminati campi agricoli della Maremma. Era il segreto di Pulcinella, tant’è che – dalla scorsa estate e almeno fino a ottobre – non si passa più Da Gigi, ma da dietro l’ippodromo.

«Il caporalato è una triste realtà anche nella provincia di Grosseto – dice Silvano Brandi di Attac Grosseto – Nel 2016 i mass media, la nostra associazione, i sindacati hanno denunciato all’opinione pubblica questa realtà. E la Cgil ha fatto un importante lavoro dal quale, comparando i vari dati, è risultato un fenomeno di vasta entità».

E fin qui in Maremma si è alzato il velo su un fenomeno per cui è quasi impossibile dire quando nacque. Nel frattempo anche a livello nazionale è successo qualcosa: «In parlamento – ricorda Attac Grosseto – sono stati presentati alcuni disegni di legge per fissare le norme per il contrasto al fenomeno del caporalato».

È così diventata norma la legge 199/2016 contro il lavoro nero. «Le forze dell’ordine e la magistratura – continua Brandi – ora hanno una legge specifica a disposizione: ecco perché devono mettere in campo un efficace contrasto a questo fenomeno. Oggi alle forze sociali spetta il compito di passare dalla denuncia alla proposta, con l’obiettivo di far scaturire iniziative concrete per dare ai lavoratori un’alternativa ai caporali».

Attac Grosseto ha organizzato un convegno dedicato a questi temi, di cui si parlerà domani a Palazzo Aldobrandeschi dalle 8.30 alle 12.30. “Solidarietà o caporalato?”. Attac invita tutte le istituzioni, le organizzazioni di categoria, le associazioni e i cittadini, «perché dal loro contributo di idee possa emergere una proposta di lavoro concreta che in un futuro possa contrastare questo fenomeno». (g.m.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera