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«Ricattavano gli anziani dopo i rapporti sessuali»
Aperto il processo contro una delle due giovani romene arrestate a novembre Avrebbero reclamato denaro per interrompere presunte gravidanze
FOLLONICA. Prima udienza, e rinvio a marzo per l'inizio del dibattimento vero e proprio, al processo nei confronti di una delle due donne di origine romena sospettate di tentata estorsione in un caso e di estorsione realizzata nell'altro, ai danni di due ottantenni follonichesi, cui avrebbero chiesto soldi per una presunta gravidanza di una delle due, dietro la minaccia di far intervenire uno zio in Romania.
A novembre le due donne, Gabi Toma e Dinarca Mancuta, 22 e 20 anni, erano state portate in carcere in esecuzione di una misura cautelare del gip. La Procura ha poi chiesto il giudizio immediato e ieri il collegio del Tribunale ha aperto il fascicolo per la sola Toma, mentre per Mancuta è stato fatto uno stralcio. I fatti contestati risalgono all'estate del 2016. Secondo quanto raccontato da uno dei due anziani, questi avrebbe avuto rapporti sessuali a pagamento con le due ragazze, già dal 2015. Poi sarebbero subentrate richieste di denaro extra. Entrambe avrebbero chiesto del denaro (fino a 8.000 euro) per delle spese sanitarie urgenti, nonché per uno stato di gravidanza in cui Bancuta si sarebbe trovata in conseguenza dei rapporti avuti con il pensionato: anzi, il denaro (inizialmente 3.500 euro) sarebbe servito per l'interruzione della gravidanza. Se l'uomo non avesse versato il denaro, avrebbero riferito tutto a un loro zio in patria. E questo messaggio sarebbe stato riferito sia a voce, sia per telefono, sia con un foglio scritto a mano lasciato sulla porta dell'orto del pensionato. Il quale si era però rifiutato e aveva raccontato tutto ai carabinieri. In precedenza, però, aveva dato del denaro alle due ragazze, che gli avrebbero chiesto il pagamento delle prestazioni non nell'immediatezza ma dopo qualche giorno. E la documentazione bancaria aveva confermato i versamenti.
Diversa invece la situazione per un altro ottantenne: in questo caso l'estorsione sarebbe stata perfezionata. Ma la cornice era del tutto simile. Anche lui aveva avuto rapporti sessuali a pagamento con le due ragazze già dall'agosto 2015. Anche lui sarebbe stato minacciato di un possibile intervento dello zio in Romania, cui avrebbero potuto raccontare che lui aveva fatto sesso con loro. Anche a lui sarebbe stata rivolta la richiesta di denaro per interrompere le gravidanze: "se non paghi nostro zio te la farà pagare cara". Duemila euro l'ultima cifra consegnata, nell'agosto 2016, mille gli euro tra il maggio e il giugno precedenti. Invece, per le presunte necessità di ordine sanitario di parenti delle due ragazze il pensionato sarebbe stato costretto a pagare 200-300 euro per almeno quattro volte tra aprile e maggio, sempre del 2016. E in questo caso, a settembre 2016, a far scoprire il caso era stato il figlio del pensionato, che aveva scoperto prelievi anomali di denaro dal conto corrente cointestato, almeno per 18.000 euro (ma la cifra contestata nel processo è inferiore): messo alle strette, il pensionato aveva confessato al figlio di aver avuto rapporti con una ragazza rom che gli aveva poi spiegato di essere rimasta incinta e chiesto denaro per abortire. Ai carabinieri aveva poi raccontato come aveva conosciuto le ragazze (da lui riconosciute nelle foto mostrategli in caserma) e quando e dove erano avvenute le consegne di denaro. Impaurito, aveva cambiato numero di telefono.
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