Il Tirreno

Grosseto

«Inceneritore e Monte dei Paschi al centro di un circolo vizioso»

di Alfredo Faetti
«Inceneritore e Monte dei Paschi al centro di un circolo vizioso»

La denuncia di due consiglieri di opposizione al Comune di Siena, Campanini e Corsi «La banca è debitrice di se stessa per 30 milioni: chi ha dato l’ok per finanziare l’impianto?»

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SCARLINO. Giorni fa, rendendo pubblica la lista dei grandi creditori di Monte dei Paschi di Siena, il Sole 24 Ore ha messo Scarlino Energia al primo posto tra le partecipate. Ieri, poi, le opposizioni senesi hanno presentato un report in cui approfondiscono i legami tra la banca e la società che sta a capo dell'inceneritore del Casone.

La conclusione è che attraverso «un sistema di scatole cinesi» Mps si è ritrovata ad essere «debitrice di se stessa». Tanto dicono Ernesto Campanini e Andrea Corsi, esponenti di due liste civiche d’opposizione senese: Sinistra per Siena il primo, L’Alternativa il secondo. I due hanno concentrato il proprio lavoro sulle partecipate legate al settore dei rifiuti, denunciando un circolo vizioso tra l’istituto di credito e l'impianto: «Scarlino Energia è formata da una compagine in cui rientra Sta spa (Società Toscana Ambiente), una holding di imprese toscane ed emiliane tra cui Mps» spiegano. In questo modo, capitali Mps finivano nei bilanci di Scarlino Energia. Solo che adesso la società scarlinese, alle prese con una grossa crisi finanziaria, ha accumulato dei debiti con la banca, per un totale di circa 30 milioni. Ed eccolo il circolo vizioso denunciato da Campanini e Corsi, spiegabile in un’equazione: Mps rientra attraverso delle holding in Scarlino Energia, Scarlino Energia è debitore nei confronti di Mps, Mps è debitore nei confronti di Mps. «È un corto circuito» dicono i due consiglieri.

«Come mai sono stati spesi questi soldi in un impianto vecchio e malfunzionante? - insistono - Quali interessi si perseguivano?» Non è la prima volta che Scarlino Energia finisce in consiglio comunale a Siena. Ci sono state anche delle interrogazioni, le prime a due anni fa, in cui le opposizioni chiedevano lumi sempre nell’ottica delle partecipate, come lo è SienAmbiente. Il report presentato ieri riguarda proprio questi intrecci, che hanno coinvolto in primis Monte dei Paschi. Il titolo del report è ben eloquente: “L’intreccio non sempre virtuoso tra partecipate pubbliche, Mps e la gestione del ciclo di rifiuti a Siena e nel suo territorio”. E in questo intreccio non sempre virtuoso, l’esempio preso da Campanini e Corsi a simbolo è proprio Scarlino Energia. «Una società partecipata al 25 per cento di SienAmbiente - spiegano - ma nella compagine rientra anche Sta spa, holding in cui rientra anche la banca Monte dei Paschi». Partendo da questo, i due consiglieri passano ad esaminare il punto di vista economico, partendo da concordato preventivo del 17 dicembre 2015, che ha portato «a una svalutazione del 100 per cento di 4 milioni e 400mila euro». E già qui, secondo le opposizioni senesi, «si è verificato il primo danno economico». Ma il cortocircuito si è verificato dopo la notizia che Scarlino Energia è inserita nella black list dei debitori di Mps. «Un cortocircuito - spiegano - che ha portato la banca ad essere debitrice di se stessa per 30 milioni di euro».

Una ricostruzione che porta Campanini e Corsi a delle considerazioni e soprattutto a delle domande. «Chi ha firmato i documenti per dare i soldi a questo inceneritore? Quale commissione Mps ha dato l’ok per finanziare un impianto vecchio, che bloccato 135 volte in un anno per emissioni fuori norma? - insistono - Se una persona chiede un mutuo, la banca vuole delle garanzie. Che garanzie può aver proposto Scarlino Energia?».

Una vicenda su cui i consiglieri vogliono andare in fondo: tanto che in qualità di esponenti della commissione Garanzia e Controllo (Corsi ne è presidente) hanno chiesto di poter visitare l’impianto a Scarlino. «Ma non so se ci daranno il permesso - conclude Campanini - Possiamo controllare una partecipata, ma una partecipata delle partecipate non è certo. Le scatole cinesi, appunto».

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