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«Il rimborso danni deve essere totale»
Sull'assemblea di Magliano ha aleggiato non senza contestazioni il Piano nazionale del lupo, un documento di 22 punti nato in seguito alla conferenza Stato-Regioni e che viene portato in approvazione...
Sull'assemblea di Magliano ha aleggiato non senza contestazioni il Piano nazionale del lupo, un documento di 22 punti nato in seguito alla conferenza Stato-Regioni e che viene portato in approvazione il 2 febbraio. È su questo piano che si concentrano le speranze di Coldiretti che è andata martedì a Roma a parlare col ministro Galletti. Fra i delegati Coldiretti anche Angelo Marzocchi di Roccalbegna che spiega: «Abbiamo fatto presente l’urgenza di alcune problematiche. Il rischio di abbandono dei territori, quello idrogeologico, lo stato di salute delle aziende. Ci è stato chiarito che lo Stato ha dato indicazione alle Regioni di pagare i risarcimenti non con la formula del “de minimis”». Un procedimento per cui chi subisce predazioni può avere non più di 15.000 euro in tre anni: «Ma in questa cifra - spiega Marzocchi - sono compresi anche altri contributi che con le predazioni nulla hanno a che vedere. Per cui già sarebbe importante non sommare contributi extra e risarcimenti. I tre punti fondamentali su cui insistiamo sono: rimborso danni totali; sostegno economico per le aziende colpite di 80 euro a capo per 10 anni; catture di ibridi solo per scopi scientifici. Così si risparmia e non si sperperano soldi». Il piano non pare piacere agli altri allevatori. Per cui la notizia che viene portato in approvazione il 2 febbraio non convince nessuno e anzi spinge di più a manifestare in piazza. (f.b.)
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