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Cooperativa porta i libri in tribunale
Due appartamenti da vendere e una palazzina da realizzare: doveva versare al Comune più di 2 milioni di euro
GROSSETO. Sono 335 famiglie e otto cooperative quelle chiamate a pagare 6,9 milioni di euro di conguaglio alle sorelle Cavalli per l’esproprio del terreno su cui il Peep è costruito. Ma delle cooperative che su quei terreni hanno costruito o avrebbero dovuto farlo, ce n’è una che ha presentato una richiesta di concordato preventivo al tribunale di Grosseto. Richiesta di concordato alla quale il Comune ha deciso di opporsi.
La prima cooperativa ad alzare la mani di fronte alla crisi e di fronte al pasticcio dell’area Peep è la Prima casa società cooperativa edilizia che avrebbe dovuto versare nelle casse del Comune una cifra pari a oltre due milioni e 300.000 euro. Nella proposta di concordato invece, la cifra è di appena il 5% del dovuto, ovvero 160.000 euro. Cifra che ovviamente non è stata ritenuta congrua dall’amministrazione: la Giunta infatti ha deliberato di opporsi durante l’adunanza dei creditori che si è svolta due giorni fa in tribunale, davanti al giudice Claudia Frosini.
La cooperativa avrebbe dovuto pagare al Comune 2 milioni 230mila 666, 08 euro per crediti da recupero oneri di esproprio per i lotti 4 e 24 oltre che per obbligazione solidale per crediti analoghi a carico degli assegnatari o proprietari degli immobili inseriti appunto nel Peep Pizzetti e 87.264,6 euro per crediti Ici e Imu dal 2011 al 2016 compresi.
Una cifra importante, quella che la cooperativa deve al Comune, ma soprattutto un brutto segnale quello della richiesta di concordato preventivo da parte dei costruttori. Nella relazione del commissario giudiziale sono spiegate anche le cause del dissesto: «La nota vicenda della maggiorazione del conguaglio del prezzo di esproprio richiesta dal Comune di Grosseto - si legge -ha di fatto ingessato l’attività della cooperativa e non ha permesso di completare l’assegnazione di due alloggi residui su un lotto già edificato, né tantomeno di iniziare l’edificazione sul lotto 4 all’interno della stessa lottizzazione». Per salvare il salvabile la cooperativa ha chiesto l’ammissione al concordato preventivo proponendo di liquidare il Comune con una cifra di 160.000 euro (2.400 euro per Imu e Tasi, 47.663,63 euro per oneri Peep Pizzetti come pagamento del 20,46% del credito chirografario se il Tar accoglierà il ricorso presentato dalla coop e 121.983,15 in caso di rigetto). «Un’ipotesi questa alla quale ovviamente ci siamo opposti - spiega l’assessore all’Urbanistica Fabrizio Rossi che ha la delega alle aree Peep e Pip - perché i soldi che le cooperative devono al Comune sono soldi già inseriti nel bilancio. Questa è la prima opposizione che deliberiamo. Ma se ci saranno altri casi di questo tipo la linea che seguiremo sarà la stessa». Il Comune ha quindi votato no alla proposta di concordato preventivo presentato dalla cooperativa, la prima che ha deciso di portare i libri in tribunale.
E così farà in futuro se tra le altre sette cooperative che hanno partecipato alla lottizzazione del Peep Pizzetti ce ne saranno altre che si rivolgeranno al tribunale per chiedere l’ammissione al concordato. In attesa che il Tar emetta la sentenza grazie alla quale il Comune potrà esigere, sia da chi ha acquistato le case che da chi le ha costruite, il pagamento dei debiti maturati.
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