Il presidio
«Trattori sotto le finestre del ministro»
Sos predatori: oggi maxiconvention degli allevatori a Magliano. L’obiettivo è organizzare una manifestazione a Roma
MAGLIANO IN TOSCANA. Grande convention oggi a Magliano in Toscana: si parte alle 10. Sono attese decine e decine di allevatori, rappresentanti istituzionali e associazioni, esperti del settore allevamento che, a vario titolo, conoscono bene le problematiche delle predazioni. È atteso anche il neo presidente della provincia di Grosseto Anton Francesco Vivarelli Colonna.
Si ritroveranno tutti nella sala consiliare del municipio e saranno accolti dal sindaco Diego Cinelli e dall’assessora alle predazioni Mirella Pastorelli. Obiettivo: organizzare una grande manifestazione a Roma, davanti al ministero dell’agricoltura per invocare un tavolo nazionale dove si prendano provvedimenti seri per sostenere gli allevatori, le cui aziende sono da anni e anni messe a dura prova non solo dai prezzi irrisori di latte e carne, ma soprattutto dalle predazioni continue che hanno ridotto ai minimi termini pecore e capre e soprattutto azzerato le speranze di una soluzione rapida del problema.
Sì, perché il problema predazioni è sempre lì, identico e anzi accentuato, nonostante i numeri diffusi dagli organi preposti parlino di diminuzione delle predazioni del 50%. Gli allevatori denunciano che tutti sanno il perché di questa diminuzione: adesso se negli animali predati non si vedono i buchi in gola, i veterinari non considerano quelle pecore uccise da predatori.
Il ritrovamento di carcasse spolpate, di avanzi divorati non basta: in questi casi i buchi alla gola non sono rilevabili e dunque quelle pecore non vengono conteggiate come bestiame predato; così si abbatterebbero i numeri del 50%.
A poco o nulla, dunque, sono valse le misure prese per contenere le predazioni, reti e cani da guardiania che hanno provocato un bel po’ di problemi importanti.
I cani intimoriscono auto, ciclisti e pedoni. Le reti chiudono le pecore in spazi ristretti, senza dar loro la possibilità di pascolare naturalmente: con gravissimo danno al latte e alla salute della pecora. I risarcimenti per il danno effettivo praticamente sono un’inezia (15.000 euro in tre anni), il danno indotto (perdita del latte e aborti) per nulla considerato.
Per i predatori, la distinzione fra lupi puri e ibridi è al momento al palo. La questione randagismo è tutta sulle spalle dei comuni. Del problema parlano solo allevatori e qualche istituzione. Insomma, un bel po’ di questioni: «Ho chiamato tutti gli interessati per parlarne – spiega l’assessora Pastorelli. Avremo rappresentanze istituzionali della provincia di Grosseto e di Siena: da Montalcino a Buonconvento, dall’Amiata alla Maremma grossetana. Verranno sindaci anche del Viterbese, ci ha assicurato la sua presenza il primo cittadino di Montefiascone. Attendiamo anche il primo cittadino di Grosseto Vivarelli Colonna. Hanno detto sì anche le associazioni. Decine e decine gli allevatori. Cosa vogliamo fare? Intanto costituire immediatamente un comitato di cui io tirerò le fila, per organizzare manifestazione e andare a chiedere immediatamente un tavolo politico che risolva il problema. Non vogliamo le solite chiacchiere, ma fatti. La Maremma è in ginocchio. Il problema sottovalutato. Il ministro Gian Luca Galletti a cui ci eravamo rivolti in primis, nemmeno ci ha risposto. Pretendiamo misure risolutive. Intanto cominciano a liberare le pecore dai recinti e a chiudere nei recinti i lupi. Le pecore hanno bisogno di pascoli e non di chissà quali mangimi che tolgono al latte e alla carne le loro qualità. Poi vogliamo il pagamento danni per intero e contributi consistenti per mantenere i randagi. Vogliamo sentire le voci di tutti quelli interessati al problema e fare informazione – continua l’assessora - per coloro che non ne sanno nulla, come pare sia nel ministero. Forse non sanno nemmeno quanto costa una pecora e cosa vuol dire perderne a decine in un botto. Non sanno che succederà se i pastori lasciano le terre. Non si pongono il problema che c’è il rischio che diventi un territorio infestato e abbandonato e a rischio idrogeologico altissimo».
Insomma, «questi sono i problemi della nostra terra – conclude Pastorelli – e che sono di tutti. E con le pecore e i trattori andremo a dirli sotto le finestre del ministero, a Roma, con una manifestazione che, credo, sarà molto molto significativa».
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