Sì alla mappa delle aree senza geotermia
La Regione individuerà i territori in cui non si potranno costruire centrali per tutelare natura e risorse
GROSSETO. La quarta commissione ambiente della Regione Toscana dà il via libera – all’unanimità all’introduzione del principio delle “aree non idonee” allo sfruttamento geotermico. È una risoluzione attesa ormai da mesi, da quando, cioè, si è cominciato ad assistere alla prolificazione di richieste di indagine e di ricerca da parte di decine di società di energia tutte protese all’individuazione e allo sfruttamento del vapore, anche se le zone prescelte erano vocate, per tradizione e storia all’agricoltura di qualità o luoghi in prossimità di parchi e di riserve.
È il caso, solo per citarne alcuni, della centrale Monte Labro, un crocevia di eccellenze territoriali del monte Amiata o di quella di Montenero d’Orcia, vicino ai vigneti del Montecucco e agli oliveti della zona o anche la centrale Seggiano, ipotizzata nei pressi del castello di Potentino. Per non parlare di centrali nel cuore del “distretto” del Brunello di Montalcino.
Di fronte a una invasione vi furono alzate di scudi da parte di sindaci e di imprenditori locali, nonché di associazioni e comitati ambientalisti. Si chiese, allora, alla Regione Toscana, una frenata in direzione dello sfruttamento della geotermia e si invocò che la Regione stessa definisse aree non idonee per la costruzione di centrali, rivendicando, fra l’altro, che anche i comuni avessero un peso in tali decisioni.
E non si contano più le manifestazioni organizzate in quel momento, contro questo futuro dei territori legato solo a centrali geotermiche anche se a media entalpia.
Adesso la Regione ha accolto la richiesta e la quarta commissione ha varato la proposta di risoluzione che prevede l’introduzione del principio delle cosiddette aree non idonee, ovvero verranno individuate zone ben delimitate che saranno riconosciute come non adatte ad ospitare centrali.
È soddisfatto il capogruppo Pd del consiglio regionale Leonardo Marras: «Oggi si concretizza l’auspicio che avevo espresso solo pochi mesi, alla luce della modifica alla legge regionale che riconosce il ruolo attivo dei Comuni nei procedimenti di autorizzazione dei permessi di ricerca – commenta Marras – La norma licenziata questa mattina interviene sul secondo step, quello della realizzazione delle centrali, introducendo il principio delle aree non idonee in coerenza con la priorità della tutela del paesaggio e delle aree delle produzioni agricole locali di pregio. Abbiamo chiesto alla giunta – continua il capogruppo Pd in consiglio regionale – di dare priorità nel coinvolgimento dei comuni a quelli attualmente oggetto di concessioni di coltivazione, di permessi di ricerca rilasciati o che potranno rientrare nella zonazione del territorio italiano allo studio del Governo».
La proposta di risoluzione impegna la Giunta regionale a definire aree non idonee a partire dai vincoli paesaggistici e ambientali presenti sul territorio e dalla presenza di produzioni agricole di pregio, così come previsto nel Piano ambientale ed energetico regionale per gli impianti eolici, a biomasse e fotovoltaico.
E, sulla base delle linee guida e con il coinvolgimento dei Comuni interessati, all’approvazione di una zonazione delle aree non idonee alla installazione di impianti di produzione di energia geotermica.
«La risoluzione della quarta commissione – dice Stefano Baccelli, presidente della quarta commisssione ambiente e territorio dells Regione – è un’ ulteriore tappa di un percorso intrapreso fin da inizio legislatura con l’obiettivo di regolamentare al meglio lo sfruttamento dell’energia geotermica, a partire dalla centralità della tutela del paesaggio e del tessuto economico».
«Abbiamo affrontato la materia in modo approfondito – conclude Baccelli – con le audizioni di tutti i soggetti interessati e anche con sopralluoghi. Primario e fondamentale è l’ascolto dei sindaci (che è poi una delle richieste che era stata avanzata, ndr), portatori delle esigenze delle loro comunità. E l’importante l’aver approvato questo atto all’unanimità, dimostrazione di un lavoro condiviso e collegiale tra forze politiche con l’obiettivo di normare il settore geotermico».
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