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Giudici di pace in sciopero «Non abbiamo garanzie»

GROSSETO. Scioperano domani - e sarà la terza volta in tre mesi - i giudici di pace, anche quelli grossetani. La magistratura onoraria (cinquemila i componenti) protesta perché dichiara di «non...

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GROSSETO. Scioperano domani - e sarà la terza volta in tre mesi - i giudici di pace, anche quelli grossetani. La magistratura onoraria (cinquemila i componenti) protesta perché dichiara di «non convidere e non comprendere la linea punitiva avviata dallo Stato italiano nei suoi confronti». La protesta si articola anche in una lettera aperta inviata al Presidente della repubblica, in cui viene richiamato il testo di una petizione presentata a dicembre al Parlamento europeo. A Grosseto se ne è fatto portavoce Vincenzo Colantuoni Romagnoli, avvocato e giudice di pace. I magistrati onorari protestano per la mancanza di una stabilità del posto di lavoro, di una retribuzione equa (adesso percepiscono un fisso mensile di 250 euro a titolo di aggiornamento professionale), dell’indennità di maternità per le donne, di forme di previdenza e assistenza. Tutto ciò a fronte di una mole di lavoro cospicua: «le controversie cosidette di minor valore costituiscono più della metà del contenzioso ordinario».

Ogni richiesta, aggiungono i giudici di pace, è stata disattesa dal ministero della Giustizia. E viene definita inaccettabile la riforma della magistratura onoraria, secondo la quale «i giudici oggi in servizio verranno sostituiti da altri, ancora una volta pagati a cottimo e in misura inferiore a quella ordierna. In questo modo, con la rottamazione dei giudici in carica si disperderanno le professionalità formatesi in questi anni, con un aggravamento dello stato della giustizia».

Da qui l’appello a Sergio Mattarella, perché venga riallacciato un dialogo con la magistratura onoraria e perché vengano rimosse eventuali incomprensioni.

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