Il Tirreno

Grosseto

Differenziata: «Ve li do io i dati giusti»

di Gabriele Baldanzi
Differenziata: «Ve li do io i dati giusti»

Petrucci: «La Regione dice che la raccolta cresce? Non è vero, diminuisce». La strategia per centrate l’obiettivo del 70%

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GROSSETO. Più che assessora, sceriffa. La “guerra” per portare il Comune di Grosseto al 70% di differenziata nel 2020 Simona Petrucci la conduce ogni giorno da quando si è insediata. Ieri, a margine del consiglio comunale, l'abbiamo intervistata per chiarire alcuni dubbi rispetto ai dati comunali diffusi dalla Regione sulla raccolta differenziata. E non solo.

Guardando le cifre diffuse dall’agenzia Arrr la raccolta differenziata a Grosseto appare in crescita: perché allora la decisione di chiudere con il porta a porta?

«Non è vero che la percentuale effettiva di differenziata prodotta da Sei Toscana è in crescita. Se guardiamo il trend d’insieme, è diminuita. E non arrivano segnali incoraggianti rispetto al raggiungimento dell’obiettivo del 70% tra tre anni. Siamo lontanissimi e i progressi sono irrisori. I dati corretti sono questi: 34,2% nel 2014 e 35,2% nel 2015 di differenziata rispetto ai rifiuti urbani; una percentuale che poi sale, al netto degli incentivi e delle detrazioni per spazzamento e metalli, al 39,6% del 2014 e 40,4% del 2015. Abbiamo un +0,8% in un anno, che, parametrato ai costi, non è sostenibile».

A ottobre lei parlava del 31% di differenziata: da dove lo prendeva quel dato?

«Rappresenta il flusso di raccolta effettivo di Sei Toscana nel 2015, tolte le aziende convenzionate, cioè quei tre/quattro punti percentuali di differenziata compiuta da chi (privati) oggi c’è e domani, in un regime di libero mercato, potrebbe non esserci più. Per esempio: Ipercoop non conferisce a Sei Toscana, se non per i rifiuti prodotti negli uffici. La loro differenziata, ben al di sopra del 90%, finisce al miglior offerente e, secondo i parametri della Regione, non viene conteggiata in capo al territorio comunale. È un metodo che non trovo giusto».

E infatti cambierà il metodo di certificazione della differenziata, giusto?

«Sì, e sarà ancora più restrittivo in futuro. Le linee guide da cui nascono le tabelle del 2013, 2014 e 2015 verranno modificate. Anche questo non è secondario nelle scelte che stiamo facendo».

E se nel 2020 Grosseto non arrivasse al 70%?

«L’imposizione è rigida e giunge dall’Ue. Non c’è da attendersi deroghe. Se non arriviamo a quei valori si pagheranno fino a tre milioni in più all’anno di ecotassa. Io mi impegnerò al massimo per centrare il risultato: ci metto la faccia e provo a fare qualcosa di diverso rispetto al passato».

Lei può solo controllare...

«In effetti i rifiuti non li gestiamo noi, ma una società con un contratto di 20 anni, che si è assicurata una gara da un ente regionale, l’Ato Toscana sud. Io gli sto con il fiato sul collo e alcune “cosette” vorrei cambiarle».

Ci parli del nuovo piano di gestione di rifiuti.

«Entro il 31 marzo dev’essere completato. Fino ad oggi l’avevano fatto altri soggetti e il Comune di Grosseto non aveva mai trovato nulla da ridire. Noi lo riscriviamo completamente per la parte che riguarda spazzamento e raccolta/gestione dei rifiuti. La Regione si prenderà nove mesi per esaminarlo e a gennaio 2018 partiamo con le novità».

Costi?

«Per la gestione dei rifiuti spendiamo 17 milioni di euro all’anno, soldi che vengono prelevati dalle tasche dei cittadini attraverso la tariffa. Io voglio dare un giro di vite..».

In che senso?

«Il Comune non ha modo di controllare tutti i residenti ; solo il 30% dei sacchetti della differenziata (gratuiti) vengono ritirati e diversi cittadini continuano a non lasciare i sacchetti fuori dalla porta nelle zone servite, ma li gettano nei cassonetti in altre zone della città. La nostra proposta all’Ato sarà quella di mettere una tessera per aprire il bidone e conferire il proprio rifiuto nel cassonetto. Chi fa le cose per bene paga meno».

Tornare al cassonetto non è un po' tornare indietro? «Non sono d'accordo. ll cassonetto con la tessera lo stanno attivando in diversi comuni. Ci sono aree - anche al sud - che raggiungono già oggi l'80% di differenziata. Basta avere la consapevolezza di come dobbiamo comportarci per risparmiare e per salvaguardare l’ambiente».

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