Il presidio
«Non siamo ancora partiti Progetto d’area difficile»
CIVITELLA PAGANICO. Sindaca Alessandra Biondi, il comune da lei amministrato, Civitella Paganico, è tra gli unici tre della provincia che nel 2015 ha un saldo negativo di raccolta differenziata, meno...
CIVITELLA PAGANICO. Sindaca Alessandra Biondi, il comune da lei amministrato, Civitella Paganico, è tra gli unici tre della provincia che nel 2015 ha un saldo negativo di raccolta differenziata, meno 2,34 punti percentuale, e realizza un risicato 24,24 per cento.
«Sono tristemente consapevole che la raccolta differenziata è così bassa. Sappiamo di essere molto indietro».
Perché questo risultato insoddisfacente?
«Qui facciamo raccolta differenziata solo del multimateriale e della carta. Di fatto ancora non siamo partiti. Contavamo di farlo nel 2017; auspichiamo di partire nel 2018».
Cosa ha frenato la partenza del servizio?
«Il problema nei paesi piccoli la differenziata non viene fatta per costi e organizzazione del servizio».
Che difficoltà incontrate?
«Dal 2014 vige l’obbligo di fare i piani d’area. Oggi il servizio si può attivare solo se è un servizio di area. Civitella Paganico è nell’Aor, Ambito ottimale di raccolta, centro con Grosseto, Castiglione della Pescaia, Campagnatico, Scansano. Dal 2016 vi è anche Cinigiano. Il referente di area è l’assessora all’Ambiente del Comune di Grosseto. I Comuni dovevano approvare il progetto di area e sicuramente la mancanza di approvazione del progetto ha avuto le sue ripercussioni».
Chi deve fare il progetto e quali problemi ci sono stati ad approvarlo?
«Il progetto lo devono fare i Comuni, ma è difficile fare una sintesi in un’area così complessa. È un Aor particolare perché il capoluogo ha esigenze diverse di raccolta rispetto ai paesi più piccoli».
Quando sarà approvato?
«Speriamo entro il mese di marzo».
Lei è anche presidente del consiglio direttivo dell’Ato rifiuti Toscana sud. La previsione di raccolta al 65 per cento è riferita proprio agli Ato e il nostro, dei tre toscani, è quello che ha registrato nel 2015 il risultato peggiore: 38,99 per cento di differenziata contro il 52 e il 57 degli Ato rispettivamente della costa e del centro.
«È un dato che non ci fa piacere e che dimostra che siamo fermi al palo. Un dato che dimostra il grande cammino che c’è da fare».
Perché queste difficoltà?
«Anche qui la realtà tra Arezzo, Grosseto e Siena è molto diversa, non c’è omogeneità nella tipologia del servizio».
L’Ato sta attraversando un periodo difficile a seguito dell’inchiesta della Procura di Firenze. Quali sono i prossimi appuntamenti in calendario?
«A giorni usciremo con un avviso di selezione per individuare il nuovo direttore ed entro febbraio avremo il direttore nuovo». (f.f.)
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