Il Tirreno

Grosseto

La differenziata sale ma la meta è lontana

di Francesca Ferri
La differenziata sale ma la meta è lontana

Nel 2015 migliora la raccolta ma solo Magliano supera il 65%

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GROSSETO. Ampiamente sotto la media regionale, vertiginosamente lontana dalla soglia di legge, ma comunque in crescita. La raccolta differenziata dei rifiuti, a Grosseto e provincia, stenta ancora ma su ventotto comuni, venticinque stanno migliorando. E tra questi a sorpresa c’è il capoluogo.

Con un ritardo di alcuni mesi rispetto alla consueta pubblicazione autunnale, la Regione Toscana divulgherà oggi i dati della raccolta differenziata relativi al 2015, validati dall’Agenzia regionale recupero risorse spa (Arrr). Il ritardo nella pubblicazione è stato dovuto all’emanazione, quest’anno, di nuove linee guida per il calcolo, rese note solo a giugno, che hanno costretto la Regione a chiedere chiarimenti. Il Tirreno anticipa qui i dati.

I target. Innanzitutto una premessa. Secondo la legge (Testo unico dell’Ambiente e Finanziaria 2007) l’Italia, in ciascun ambito territoriale, avrebbe dovuto raggiungere il 65 per cento di raccolta differenziata entro il 2012. Nel 2015 la Toscana ha totalizzato una raccolta del 49,76 per cento, mentre l’ambito territoriale in cui ricade la provincia di Grosseto, ovvero l’Ato Toscana sud, ha registrato una raccolta del 38,99 per cento, il più basso dei tre ambiti toscani (l’Ato costa è al 52,58 per cento e l’Ato centro al 57,38 per cento).

Il nuovo calcolo. Quindi una precisazione obbligatoria. Nel nuovo report (allegato 1 del decreto dirigenziale della Regione numero 394 del 19 gennaio 2017) compare solo la “raccolta differenziata effettiva”, cioè quella calcolata sulla base di ciò che finisce direttamente nei mastelli del porta a porta o nei cassonetti di vetro, plastica, carta, organico in strada. In passato invece si faceva riferimento anche alla raccolta differenziata calcolata aggiungendo la detrazione per lo spazzamento e i metalli, che faceva risultare percentuali leggermente più alte.

Il capoluogo. È quello che ad esempio succede per il comune di Grosseto, del quale fino a oggi risultava una differenziata al 38,64 per cento (anno 2014). Quello stesso anno la percentuale di raccolta differenziata effettiva era invece al 34,26 per cento ed è su questo dato che si basa il raffronto con la raccolta differenziata effettiva registrata nel 2015, che è pari al 40,44 per cento dei rifiuti prodotti, ovvero 6,18 punti percentuali in più. Nella classifica dei capoluoghi di provincia fanno peggio solo Carrara (39%) e Massa (32,16%). Tutte le altre città hanno percentuali di differenziata più alte: Lucca il 72,84%, Firenze 52,74, Prato 52,77, Livorno 46,25, Siena 43,97, Pistoia 43,43 Pisa 43,15 e Arezzo 42,44, con Siena e Arezzo che ricadono nello stesso ambito di Grosseto. A Grosseto aumenta però il volume complessivo dei rifiuti prodotti che, dal 2014 al 2015, passano da 47.740,65 a 47.863,80 tonnellate.

Magliano sempre al top. È l’unico comune della provincia di Grosseto (e uno dei sessanta in Toscana, tra i quali molti superano il 90 per cento di differenziata) ad aver raggiunto e superato l’obiettivo di legge: Magliano, nel 2015, ha differenziato il 71,79 per cento dei rifiuti raccolti, contro il 66,59 dell’anno precedente. È anche leggermente calata la produzione di rifiuti: 1.209,77 tonnellate contro le 1.205,13 tonnellate nel 2015. Tra i comuni più virtuosi, seppur lontani dal miraggio del 65%, fanno meglio di Grosseto anche Follonica (55,72), Castell’Azzara (50,70), Scansano (46,61), Scarlino (45,46), Pitigliano (45,10), Massa Marittima (40,47).

Chi si è dato da fare. Proprio la città del Balestro spicca per essere stata quella che tra il 2014 e il 2015 ha incrementato di più la raccolta differenziata, guadagnando ben 11,7 punti (dal 28,77 al 40,47 per cento). Hanno migliorato anche comuni che nel 2014 avevano percentuali di differenziata davvero irrisorie, come Arcidosso (dal 17,47 al 22,36), Cinigiano (dal 19,28 al 24,89), Montieri (dal 18,40 al 25,75), Orbetello (dall’8,38 al 15,70), Pitigliano (dal 38,18 al 45,10), Roccalbegna (dal 7,54 al 14,09), Roccastrada (dal 32 al 39,01), Santa Fiora (dal 18,67 al 24,90), Scarlino (dal 38,70 al 45,46).

Fanalino di coda. In coda alla classifica ci sono sette comuni dove la differenziata è ai livelli degli anni Novanta: sotto il 20 per cento. Vi compaiono Campagnatico (17,31), Capalbio (13,54), Monterotondo Marittimo (16,53), Orbetello (15,70), la già citata Roccalbegna, che pure dà segnali positivi, e poi Seggiano (15,59) e Semproniano (13,10).

Effetto gambero. Tre comuni della provincia, al contrario, hanno addirittura peggiorato il risultato, raccogliendo nel 2015 meno differenziata rispetto ai dodici mesi precedenti. Peggio di tutti fa Monte Argentario, che passa dal 32,02 per cento di raccolta differenziata del 2014 al 29,03 per cento del 2015. Male anche Civitella Paganico – comune sede della discarica di Cannicci – che nel 2015 ha una differenziata al 24,24 per cento, contro il 26,58 dell’anno precedente. Male anche Monterotondo, che perde 0,37 punti percentuali del suo già misero 16,90 per cento di differenziata, che passa, nel 2015, al 16,53.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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