Il Tirreno

Grosseto

«Avevo pagato, ora chi rimborsa i costi?»

di Paola Villani
«Avevo pagato, ora chi rimborsa i costi?»

Ticket pazzo: le proteste continuano. Un cittadino: «Ho speso soldi per l’invio dei documenti e perso ore di lavoro»

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GROSSETO. «Chi ci restituisce le ore di lavoro perse, i soldi per pagare l’invio del fax e le copie dei documenti?». L’azienda sanitaria ancora al centro delle polemiche: i cittadini continuano a ricevere avvisi bonari per il pagamento di prestazioni mediche ricevute negli anni passati (i più nel 2013 e 2014) e se non ritrovano i documenti della pratica sono costretti a versare nuovamente la spesa sostenuta. Il caso, scoppiato alcuni giorni fa a Follonica, non smette di far discutere la popolazione che non accetta il metodo dell’Asl perché, come sostengono tutti i destinatari, per effettuare una visita o un esame l’utente deve sempre mostrare all’operatore la ricevuta dell’avvenuto pagamento del ticket. Per questo motivo non viene accettata di buon grado la richiesta dell’azienda, percepita come un atteggiamento non positivo verso gli utenti.

A Sergio Burali, scarlinese, nei giorni scorsi sono arrivati due avvisi, uno per una radiografia ad un piede a suo nome nel dicembre del 2013 fatta all’ospedale di Massa Marittima, per una spesa di 41 euro e uno per una visita dermatologica nel presidio sanitario di Gavorrano, fatta dalla moglie nell’agosto del 2014, costata 32 euro. Burali ha accompagnato il fax con la documentazione con un commento rivolto a chi si occupa appunto del recupero crediti per conto dell’azienda sanitaria. «Ho già pagato come ha fatto mia moglie - ha scritto lo scarlinese nella motivazione con cui spiega perché non ha versato nuovamente la spesa riferendosi al responsabile del settore - I soldi delle copie, del tempo perso, della giornata di lavoro (ho dovuto fare cinque ore di fila), per la sua mancata professionalità chi ce li ridarà? Il presidente della Regione Enrico Rossi? Il direttore dell’Asl 9? Il mio stipendio è di 1.100 euro al mese, lavoro in un Comune, e prima di rompere le scatole alla gente controllo tutti i versamenti postali. Dirigente illustre, se una persona non trova più le ricevute deve ripagare, lei dovrebbe sapere che prima fate saldare il ticket e solo dopo fate le visite, per le quali dobbiamo aspettare anche un anno. Forse a dicembre occorreva inviare questi avvisi per ricevere qualche incentivo?».

Non solo: Burali pone anche un altro quesito all'Asl. Se i versamenti sono stati fatti attraverso le macchinette automatiche presenti nei presidi medici, come mai il gestore del servizio non passa i movimenti all'azienda? Inoltre lo scarlinese spiega che per parlare con un operatore si devono fare ore di attesa. «Visti i problemi perché non viene aperto un altro sportello?».

Insomma la contestazione continua e i cittadini sono sempre più arrabbiati, anche perché gli avvisi stanno continuando ad arrivare nelle cassette della posta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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