Il Tirreno

Grosseto

Spari dopo il furto Poeti rischia 7 anni

di Pierluigi Sposato
Spari dopo il furto Poeti rischia 7 anni

Domani udienza preliminare, è imputato di tentato omicidio Possibile la richiesta di riti alternativi, con riduzione della pena

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GROSSETO. Se dovesse essere riconosciuto il tentato omicidio e non ci fosse lo “sconto” delle attenuanti, Bruno Poeti rischierebbe 7 anni. Se dovesse essere richiesto un rito abbreviato, se le attenuanti dovessero essere riconosciute, se addirittura intervenisse un patteggiamento, la pena scenderebbe sensibilmente. Ma l’esito non è ancora deciso.

Ore di incertezza alla vigilia dell’udienza preliminare che vede imputato l’uomo - oggi 65enne - che all’alba dell’8 febbraio scorso sparò, ferendolo seriamente, un cittadino romeno che si era introdotto nella sua proprietà, al Querciolo. Ion Nicolai Farcas era insieme ad altri tre connazionali, Petru Buraciuc, Florin Ionut Ciorcan e Arhip Lutu: tutti e quattro hanno patteggiato 1 anno e 10 mesi già nel giugno scorso per furto aggravato, per quel borsone con la refurtiva che stava per essere caricato sulla Fiat Punto. E domani Farcas si costituirà parte civile davanti al giudice Sergio Compagnucci, assistito dall’avvocato Riccardo Lottini.

Tentato omicidio, eccesso colposo di difesa, lesioni volontarie. È su questo ventaglio di ipotesi, dal peso naturalmente diverso in termini di quantificazione della pena, che si articola il destino di Poeti, difeso dall’avvocato Adriano Galli. Il sostituto procuratore Giuseppe Coniglio ha chiesto nel settembre scorso il giudizio sostenendo la volontà omicidiaria. In questo confortato dalle perizie balistica (Vincenzo e Ferdinando Mancino) e medico legale (Roberto Martini) che hanno accompagnato lo svolgimento delle indagini. Secondo l’imputazione, sarebbe stata chiara l’intenzione di Poeti, che aveva esploso alcuni colpi con la pistola Sis calibro 7,65 contro Farcas voltato di schiena: un colpo aveva raggiunto lo straniero nella regione parasacrale, aveva attraversato il corpo dal basso verso l’alto e dall’esterno verso l'interno, era uscito sette centimetri sotto l’ombelico. Se la morta non era avvenuta, sempre secondo l’accusa, fu per fatti indipendenti dalla volontà di Poeti e anche perché Farcas fu trasportato in ospedale.

«Non sono un eroe, non volevo fare del male a nessuno», aveva dichiarato Poeti sia in una conferenza stampa sia in una trasmissione tv di cui era stato ospite, poiché il caso aveva assunto una rilevanza nazionale. Il giudice delle indagini preliminari non aveva convalidato il fermo e Poeti aveva lasciato il carcere la mattina dell’11 febbraio. Se vorrà e se potrà, l’imputato potrà essere presente in aula per dire la sua.

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