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Emergenza gelo, aiutato clochard
Argentario: Comune, Caritas e parrocchia offrono riparo a un senzatetto
MONTE ARGENTARIO. In difficoltà per il freddo, arriva l’aiuto per un senzatetto. Il Comune di Monte Argentario, la Caritas e la parrocchia con don Sandro Lusini si sono attivati per dare riparo, visto il rigore di questo mese di gennaio, ad un uomo senza fissa dimora di origini albanesi.
Il problema - quantomai di attualità viste le ultime vicende di solidarietà accadute specialmente a Grosseto e le tragedie balzate alla cronaca nell’ultimo periodo - ha fatto partire la macchina di solidarietà, con l’amministrazione argentarina che si è attivata per trovare una sistemazione all’uomo.
Era stata così stipulata, per qualche giorno, una convenzione con l’albergo Villa Smeraldo, situato sulla strada della Giannella, che ha ospitato il clochard ad un prezzo vantaggioso per le casse comunali.
Nei giorni successivi, scaduta la convenzione, l’uomo è stato poi accolto da don Sandro e dalle volontarie della Caritas, che gli hanno procurato un posto in un locale nei pressi della chiesa dove poter passare qualche notte al caldo.
«Adesso, in attesa che la situazione migliori, lo abbiamo accolto in un posto provvisorio di emergenza della Caritas parrocchiale - racconta don Sandro - perché ad Orbetello gli alloggi sono già pieni e noi non ne abbiamo disponibili».
«Sappiamo che questo signore aveva difficoltà per il freddo - spiega il vicesindaco Priscilla Schiano - Se ci chiamano e ci dicono che c’è una persona che sta dormendo al gelo noi ci attiviamo. Non avendo degli alloggi a disposizione, gli abbiamo dato da dormire in albergo. Il Comune è presente in questi casi, infatti ultimamente abbiamo fatto anche il bando per gli alloggi, ma c’è una graduatoria molto ampia. Per aiutare le persone abbiamo anche bloccato delle vendite per cercare di avere delle case in più a disposizione, così come i contributi per i sociale non sono mai diminuiti e, insieme a quelli per la sanità, ammontano a circa 2 milioni di euro all’anno».
Poi «un aiutino deve arrivare anche dalle persone, perché non si può vivere senza fissa dimora e senza lavoro per sempre. Il Comune ha dei limiti e non può pagare l’albergo per sempre».
La domanda per gli alloggi popolari, invece, è scaduta il 30 novembre.
«Ad oggi, però, si può fare la domanda di emergenza abitativa, che non ha scadenza. Cerchiamo di aiutare tutti - conclude il vicesindaco - ovviamente rispettando le leggi».
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