Il Tirreno

Grosseto

Tragedia nel centro medico: cade dalle scale, sbatte la testa e muore

Elisabetta Giorgi
L'ospedale Le Scotte di Siena e la vittima Loriana Conti
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L'ospedale Le Scotte di Siena e la vittima Loriana Conti

Grossetana si spegne al policlinico delle Scotte di Siena dopo 24 ore di agonia. Vana la corsa in ambulanza

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GROSSETO. In un centro medico è caduta per le scale e ha sbattuto violentemente la testa, entrando in coma e morendo al policlinico delle Scotte di Siena dopo un giorno di agonia. È successo nello stesso giorno in cui a Grosseto imperversava il maltempo con il forte vento di grecale e il Pegaso non volava, martedì. Dunque (doppia sfortuna), la donna non ha potuto neppure raggiungere le Scotte con l’elisoccorso ma soltanto in ambulanza. Le sue condizioni sono apparse disperate fin da subito: nella città del Palio è morta il giorno dopo. È la drammatica storia di Loriana Conti, 74 anni, grossetana, pensionata e già storica dipendente della Mabro, rimasta vittima di un tragico incidente all’interno di un notissimo centro medico nello stesso giorno in cui soccorritori e forze dell’ordine erano impegnati a più non posso, per strada, tra incidenti e danni per il vento.

Quel che poteva essere un evento apparentemente banale - una caduta per le scale - ha portato alla Conti lesioni e conseguenze devastanti: femore e bacino fratturati e trauma cranico con emorragia cerebrale che l’hanno rapidamente condotta alla morte nel giro di 24 ore. Da Siena la salma è stata riportata a Grosseto, all’obitorio del Misericordia, venerdì sera: sabato 21 gennaio il funerale. Alle 14 il carro funebre della san Lorenzo servizi è partito dalla stanza mortuaria alla volta del cimitero di Sterpeto dove si è tenuto l’ultimo saluto da parte dei familiari, parenti e tantissimi amici. Una famiglia conosciutissima - quella di Lorena - col marito Romano Bindi ex insegnante dell’istituto Agrario e i due figli Pierluigi Bindi (laureato in Economia, dipendente di Confartigianato) e Raffaello Bindi (laureato in fisica) che lavora a Milano in una società di informatica.

Erano circa le 11 quando la signora è uscita di casa per andare dalla dottoressa. Ha raggiunto gli studi medici nel quartiere della Cittadella, al piano superiore del grande palazzo di vetro dove sorge la farmacia in via Senegal. Ha incontrato il suo medico di base e le ha chiesto una ricetta; finito tutto ha fatto per tornare a casa. Ma è scendendo dal pianerottolo che la donna è scivolata sbattendo (a quanto pare) a più riprese la testa lungo le scale e atterrando nell’atrio davanti alla porta d’ingresso. Sono scattati subito i soccorsi da parte dei medici che si sono precipitati dagli ambulatori e l’hanno raggiunta per le prime cure, ma tutti hanno capito subito che la situazione era disperata. La donna era già priva di conoscenza, praticamente in stato comatoso, e non si sarebbe più ripresa. Un’ambulanza del 118 l’ha portata all’ospedale Misericordia; lì la donna è rimasta alcune ore per essere sottoposta a vari accertamenti. I medici hanno poi deciso il trasferimento alle Scotte.

Doppia sfortuna: circostanza ha voluto che proprio quel giorno l’elisoccorso Pegaso non volasse per il maltempo e il vento fortissimo; lo stesso hangar in cui era riposto il velivolo ha dovuto soccombere al grecale rivelandosi fragile e attivando a sua volta i soccorsi, in primis quelli dei vigili del fuoco che hanno lavorato fino a sera alla messa in sicurezza. La donna è stata caricata in ambulanza ed è arrivata alle Scotte nel primo pomeriggio, verso le 15.

In base a quello che è stato possibile ricostruire, pare che Lorena scendendo le scale stesse rimettendo in borsa le ricette. Forse ha messo male un piede; fatto è che cadendo e ruzzolando ha sbattuto più volte testa, bacino e femore. Il decesso pare stato per emorragia cerebrale.

Nata il 6 agosto 1942 a Tatti da una famiglia originaria di Pesaro nelle Marche, Lorena Conti era cresciuta a Grosseto in via Emilia dove la mamma aveva un negozio di alimentari. Viveva in via Canada. Sorella di uno storico vigile urbano, Aldo Conti, si era sposata con Romano Bindi, insegnante oggi in pensione. E dal 1984 per 20 anni ha lavorato alla contabilità dell’azienda Mabro. Una volta in pensione anche lei, si era dedicata a tempo pieno alla vita casalinga per accudire il marito. Molte sue ex colleghe della Mabro hanno partecipato sabato - addolorate e commosse - al funerale a Sterpeto.

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