Il presidio
Il Parco ideale? Per i sindaci non deve ingessare l’Amiata
Tutti d’accordo sulla candidatura di Pizzetti alla presidenza e sulla necessità di evitare un ente che blocchi le costruzioni
SANTA FIORA. Parco Museo delle Miniere dell’Amiata, un parco museo tematico con valenza anche ambientale e non (per lo meno per ora) un parco nazionale naturale «che ingesserebbe irremediabilmente l’Amiata».
Partendo da questa prospettiva, il nome di Francesco Pizzetti, candidato alla presidenza, individuato in particolare dai quattro sindaci amiatini di comuni minerari, Santa Fiora, Abbadia San Salvatore, Cstell’Azzara e Piancastagnaio, trova tutti d’accordo, anche i restanti sindaci degli altri comuni non minerari dell’Amiata senese e grossetana. E non è poco per chi auspica, da tempo, un’Amiata unita.
«Un nome prestigioso, quello di Pizzetti – commenta il sindaco di Santa Fiora Federico Balocchi – sul quale anche tutti gli altri non potevano non concordare. Naturalmente sono stati i comuni minerari a fare da propositori, ma anche tutti gli altri hanno dato il loro immediato benestare».
E infatti, anche Claudio Franci, sindaco di Castel del Piano, spiega che anche a Castel del Piano piace l’ipotesi Francesco Pizzetti. «Il nome di un giurista di livello nazionale, docente di diritto costituzionale alla Luiss, che ha ricoperto il delicatissimo e importantissimo ruolo di presidente del Garante per la protezione dei dati personali e vanta moltissime altre esperienze di livello nazionale – dice – non poteva che mettere d’accordo tutti».
Finita, dunque, l’esperienza della reggenza del parco da parte del comitato provvisorio guidato dal sindaco di Piancastagnaio Luigi Vagaggini, che tutti ringraziano, è arrivato il momento di accelerare e iniziare a progettare il futuro.
«Il parco sarà disciplinato dalla nuova legge sui parchi – spiega Franco Ulivieri, vicepresidente del comitato di gestione uscente – con modalità gestionali e funzionali molto più rigorose rispetto a prima. Si aprono prospettive interessanti, anche se, credo, sui vincoli, la situazione sarà più rigida, ma non ingestibile».
Anche Daniele Bisconti, attuale direttore del parco, spiega che «non sarà solo un parco ambientale, ma tematico, dove la tutela è l’intervento stesso dell'uomo. Tematico e non solo ambientale, in quanto l’elemento fondante è il corretto equilibrio tra uomo e ambiente con la tutela della memoria storica, culturale, sociale dell’attività mineraria».
Le risposte di Ulivieri e Bisconti sembrano dunque escludere un futuro di un parco nazionale ambientale che vada a ingessare l’Amiata. Anche perché con le tante riserve e oasi e parchi di vario tipo che già ci sono, non sono poche le difficoltà per gli abitanti di certe zone che vivono o hanno proprietà in luoghi dove sono escluse anche costruzioni minimali. E sono in molti a temere che con questa nuova definizione di parco minerario abbia inizio un percorso già invocato da alcuni gruppi ambientalisti, di trasformare tutta l’Amiata in parco nazionale. Mossa che per lo meno al momento, sembra invece esclusa.
«Per ora il parco minerario non è questo – commenta il sindaco di Santa Fiora Federico Balocchi – perché si tratta solo di una zona circoscritta in cui vogliamo tutelare e rendere fruibile al pubblico il patrimonio storico minerario. In futuro cosa succederà non lo sappiamo ma non credo che potrebbe giovare alla montagna un’ingessatura vincolata».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google