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Dall’idea di trasporto veloce a quella di trasporto assistito
GROSSETO. Fu inaugurato il 15 settembre del 1995. Quattro anni dopo arrivò il primo elicottero. Per più di vent’anni la provincia di Grosseto è stata presidiata dalla centrale operativa del 118 del...
GROSSETO. Fu inaugurato il 15 settembre del 1995. Quattro anni dopo arrivò il primo elicottero. Per più di vent’anni la provincia di Grosseto è stata presidiata dalla centrale operativa del 118 del Misericordia.
Adesso l’azienda sanitaria Toscana sud est ha scelto di riorganizzare il sistema locale dell’emergenza sanitaria, accorpando Grosseto a Siena e in futuro ad Arezzo, con l’obiettivo di mantenere gli standard di quello che è sempre stato uno dei migliori 118 della Toscana, spesso apripista e modello nello sviluppo di nuove soluzioni tecniche e organizzative per soccorso e pronto intervento.
Qui tra le emergenze più frequenti c’è quella cardiologica, per la quale l’informazione è decisiva. Il pronto riconoscimento dei sintomi dell’infarto infatti è uno dei punti fondamentali sui quali i medici grossetani si battono da sempre. Non è un caso che chi ha più conoscenze in merito a questo tipo di problemi quando si trova in situazioni di emergenza chiama il 118 e le possibilità di successo crescono tanto più breve è il lasso di tempo tra l’insorgenza dei primi sintomi e l’intervento dei sanitari con le adeguate strumentazioni.
L’infarto è una malattia acuta con complicanze immediate non trascurabili che possono arrivare all’arresto cardiaco. Oltre alla cardiologia le patologie più frequenti sono quelle vascolari neurologiche (gli ictus ischemici ed emorragici), le insufficienze respiratorie acute e, purtroppo, le patologie traumatiche.
Lo scopo primario del 118 è sempre lo stesso, oggi come vent’anni fa: portare competenze di medicina critica, anche invasiva, sul territorio, dove c’è bisogno di assistenza. E per fare questo, sempre meglio, in futuro, servono mezzi veloci e flessibili, soprattutto su strade come quelle che ci sono in Maremma.
Tuttavia oggi, rispetto al passato, più che il tempo conta la terapia corretta e quindi, pur rispettando gli indicatori di legge, si raccomanda sempre di anteporre scienza e prudenza alla velocità. In pratica si è superato il concetto di trasporto, sempre e comunque, del paziente al Pronto soccorso più vicino, con quello di trasporto assistito all’ospedale idoneo per un intervento terapeutico rapido e razionale.
Infine l’elisoccorso. Grosseto riceve richieste di intervento, diurno e notturno, da tutta la Toscana, garantendo tempi di percorrenza rapidi: viaggia a oltre 300 km/h, parte in cinque minuti dalla telefonata di giorno e in venti di notte, e in 19 minuti arriva a Siena, in 30 a Firenze e in 32 a Pisa, mentre raggiunge le isole in tempi che variano dagli 11 del Giglio ai 28 di Capraia. (g.b.)
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