Meteo
Anna, incinta di 8 mesi: «Vi racconto come sono finita a vivere in strada»
Grosseto, parla la ragazza di 23 anni che dormiva lungo la via Roma di fronte all'ex Banca Commerciale
GROSSETO. Anna non se l’aspettava proprio tutta quella solidarietà. Pur di toglierla dal gelo della strada, Stefano Zaffiri, un imprenditore romano legato alla Maremma, le ha cercato un albergo nel cuore della notte e gliel’ha pagato; poi un anonimo benefattore ha replicato il gesto dandole la possibilità di rimanere lì fino al 3 febbraio; ancora, si è fatto avanti Sergio Campo, dell’onlus “Niccolò Campo”, per garantirle la sistemazione per qualche giorno ulteriore, e, infine, la custode di una scuola le ha offerto una casa libera a Scansano. «Non me l’aspettavo» dice Anna.
Lei è Anna Castaldo, 23 anni, ed è la giovane incinta di otto mesi che fino alla notte tra lunedì e martedì – e prima che alcuni volontari lanciassero un appello su Facebook a cui ha risposto subito l’imprenditore Zaffiri – dormiva lungo la via Roma, davanti all’ex sede della Banca Commerciale: rannicchiata sotto un piumone con il marito Valerio Tiburzi, 39 anni, di Castel del Piano; Tiburzi, sì, come il leggendario brigante della Maremma: «Sono suo nipote io – ci dice – di terzo grado»; e con loro stava lì anche un amico.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.14735037:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2017/01/18/news/incinta-di-otto-mesi-dorme-per-strada-salvata-dai-volontari-1.14735037]]
«Io sono di Napoli – dice Anna che incontriamo all’entrata dell’albergo alle porte di Grosseto dove ora è (temporaneamente) sistemata – e sono arrivata a Grosseto 14 anni fa, con mia madre, dopo che era morto il nonno». In Maremma Anna finì le scuole e andò a lavorare nel gran bazar che la mamma in città aveva aperto: forse qualcuno se lo ricorda persino, era nei pressi di piazza de Maria. L’attività commerciale però non va bene, sono tempi di crisi, e loro sono costrette a chiudere. «A quel punto – dice – ho cominciato a lavorare come baby-sitter, dog-sitter, e per alcune ditte di pulizie».
Due anni fa incontra Valerio: già si conoscono perché lui si occupava dell’antitaccheggio al gran bazar. Si mettono insieme: è il 25 maggio 2014. È amore. Anna e Valerio vanno ad abitare dal padre di lui, che vive in una casa in comodato d’uso all’interno dell’azienda vivaio Il Terzo, dove il suocero di Anna fa l’operaio. Lei si occupa delle faccende domestiche mentre Valerio lavora: «In discoteca – ci racconta lui – ma anche come guardia notturna e vigilante per le ville, nei campeggi e nella pulizia dei bungalow. Eh, allora sì che portavo i soldi a casa». Normale routine, come quella di tante coppie. Succede che il padre di Valerio, Patrizio, si ammala e Anna comincerà a prendersi cura di lui. La malattia però non gli lascia scampo e il 1° luglio se ne va.
Alcune promesse – di una sistemazione e di un lavoro per Valerio – vanno in fumo. La coppia ripiega su sistemazioni provvisorie in regime di subaffitto e in nero – non potendo dimostrare di essere solvibili – e incespica, racconta, anche in chi approfitta della loro buona fede.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.14744230:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2017/01/20/news/senzatetto-al-centro-commerciale-la-prima-notte-all-aurelia-antica-1.14744230]]
Anche l’ultima spiaggia scompare all’orizzonte: per Anna e Valerio non rimane che la strada. E lei è incinta. «Sono sei mesi che giriamo un po’ qua e un po’ là – dice la giovane – e tre mesi che viviamo per strada». Le temperature si irrigidiscono, arriva il vento gelido e la notte tra lunedì e martedì. Il post su Facebook, dopo settimane di video-denuncia postati sul proprio profilo social, di Lorenzo Mancineschi, la “iena maremmana”: e si apre uno spiraglio. È un tam-tam di solidarietà.
«Ringraziamo tutte le persone che ci hanno aiutato – dice Valerio – Ed è tutto merito di Susy Gorgone, soccorritrice della Misericordia, e di Lorenzo Mancineschi. Hanno fatto tutto loro, dalla a alla z».
Prima di salutarci, Anna e Valerio ci affidano il loro appello: «Cerchiamo un tetto sulla testa – dice la coppia – ma anche un lavoro. Non vogliamo entrare in una casa – insiste lui – senza pagare. Vogliamo potercela permettere, vogliamo poter far fronte alla bolletta della luce e al conto del riscaldamento».
Anna dovrebbe partorire l’8 marzo. Sarà un maschietto. Si chiamerà Antonio Patrizio, dal nome, rispettivamente, del nonno materno e paterno. E domani sarà un altro giorno.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
