Sos cinghiali, la Regione si chiama fuori
Ceroni presentò denuncia sugli attraversamenti della fauna selvatica: «Da Firenze risposte inaccettabili, io vado avanti»
GROSSETO. Un paio di mesi fa Claudio Ceroni, politico di lungo corso, già vicesindaco del comune di Cinigiano e amministratore di società pubbliche e private, presentò un esposto alla Procura della Repubblica di Grosseto, chiamando in causa Provincia e Regione Toscana. Non solo. Ceroni si rivolse anche al difensore civico regionale e ai giornali, denunciando e dettagliando le responsabilità che, a suo dire, ricadevano e ricadono sui due enti per quanto riguarda il controllo della fauna e i rischi che si corrono sulle strade in caso di attraversamento di animali.
«Un atto politico», lo definì così Claudio Ceroni, spiegando fin dalle prime righe della sua denuncia che la vicenda personale (tre incidenti in pochi mesi) era secondaria, mentre considerava di interesse generale la tutela della sicurezza delle persone e la pretesa di opportuni accertamenti della magistratura per valutare la sussistenza di eventuali profili di rilevanza penale.
Sono arrivate nei giorni scorsi le prime risposte. «E sono ancora più determinato ad andare avanti», spiega Ceroni.
In pratica la Regione Toscana si tira fuori richiamando una presunta responsabilità della Provincia. «La lettera di risposta della Regione – commenta l’ex presidente del Fiora – è veramente inaccettabile sotto tutti i profili, sia dal punto di vista tecnico che amministrativo. E pensare che è firmata da un superdirigente... La Provincia, invece, si è mostrata più conciliante e mi ha fatto contattare da un Centro sinistri che ha sede a Genova. Mi hanno chiesto dati e foto (subito inviati) lasciando intendere la possibilità di una soluzione transattiva con rimborso del 70%. Ho risposto che sono povero ma dignitoso e che 1.300 euro, quanto ho pagato per la riparazione, non mi mettono sul lastrico. Quindi rinuncio volentieri al risarcimento, ma farò tutto il possibile per dare informazione e supporto ai tanti cittadini, spiegando com’è possibile farsi pagare senza subire vessazioni da un sistema non accettabile».
Il difensore civico della Regione, Lucia Franchini, ha invece risposto in due giorni, richiamando l’innegabile esigenza di tutela della pubblica incolumità nelle strade e la garanzia di una gestione efficace nel contenimento della fauna selvatica.
«Tradotto in soldoni – prosegue Ceroni – ha detto alla Regione che è responsabile di questa situazione e che sul territorio toscano deve essere maggiormente garantita la sicurezza sulle strade rispetto alla presenza di animali, oltreché da una gestione efficace di contenimento della fauna selvatica, anche da una ben visibile cartellonistica, adeguata illuminazione e da guardrail catarifrangenti, che segnalino e mostrino il pericolo dell’attraversamento di animali».
Adesso resta aperta la partita in Procura. Ceroni non si arrenderà. «L’informativa all’autorità giudiziaria – conferma – la considero un dovere civico, visto che in provincia di Grosseto, in diversi tratti di strada, l’attraversamento improvviso di animali selvatici è purtroppo una costante che non si limita più alle ore dal tramonto all’alba, ma si estende con pericolosa frequenza anche alle ore diurne, così da rappresentare un pericolo incombente per la sicurezza dei cittadini. E vorrei davvero fosse chiaro che non si tratta di una questione di risarcimenti ma di sicurezza delle persone».
Secondo Ceroni, infatti, neppure la limitazione della velocità costituisce più una tutela dell’incolumità di chi viaggia, «dal momento che l’attraversamento improvviso della sede stradale da parte di un animale non consente l’arresto del veicolo». Ceroni ha chiesto alla Procura di individuare e valutare eventuali responsabilità e procedere poi nei confronti di chi amministra.
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