Il Tirreno

Grosseto

«Si era appropriata di 250.000 euro di due centenarie»

Castel del Piano, donna accusata di circonvenzione Parla il nipote che aveva denunciato le anomalie

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CASTEL DEL PIANO. «Ho lavorato dieci anni in banca e so leggere gli estratti conto, perché sono simili a quelli in Venezuela: andai in banca e vidi questi prelievi da 5.000, 7.000, 8.000 anche 50.000 euro e non mi rendevo conto di cosa poteva essere successo. Quando andai a trovare la donna che aiutava mia nonna e mia zia, capii tutto. E andai a sporgere denuncia dai carabinieri».

È la sintesi della lunga deposizione davanti al giudice Andrea Stramenga di Alessandro Marubini Gonzales, che con la sua denuncia aveva fatto aprire un procedimento per circonvenzione di incapace ai danni di sua zia Liliana e di sua nonna Renata, 98 e 101 anni nel 2012. Un procedimento che vede adesso sul banco degli imputati Giuliana Perna, 79 anni: secondo l’accusa, si sarebbe appropriata di 250.000 euro. L’imputata avrebbe indotto Liliana e Renata a prelevare il denaro dai conti correnti a loro intestati, nel periodo 2009-2012. Poi era sopraggiunto il nipote, un impresario dello spettacolo che abita in Venezuela, in uno delle sue visite periodiche; era il febbraio 2012. «Mia zia e mia nonna si fidavano di lei, anche noi ci fidavamo di lei», ha aggiunto Marubini, ricordando di fronte alle domande della viceprocuratrice onoraria Pamela Di Guglielmo lo stato di salute fisico e mentale delle due donne. «Era mia zia ad andare in banca con Giuliana». E dalla banca, a posteriori, aveva saputo che si erano accorti delle stranezze nei prelievi «ma non sapevano chi avvertire», perché anche il fratello vive all’estero, in Canada. Un altro aspetto singolare, a giudizio di Marubini significativo, fu il ritrovamento in un cassetto di un promemoria manoscritto, in cui erano elencati con la grafia della zia alcune spese: muratore, infermiere per iniezione («non l’ha mai avuto!»), diecimila euro per il fratello, altri soldi per la badante, i regali di Natale per i nipoti in Venezuela: «Non aveva mai fatto spese di questo genere, tanto meno per i regali». E più che singolare la questione testamento: «Mia zia ne fece uno in favore di me e di mio fratello. Un mese dopo viene fuori un altro testamento che includeva anche Giuliana».

Marubini ha risposto anche alle domande dei legali di parte civile, Maurilio Toninelli e Francesco Bellucci, come anche ai due difensori di Perna, gli avvocati Nicola Muncibì ed Elisabetta Alì. Questi ultimi gli hanno chiesto di essere preciso sulla consistenza iniziale del conto, sulla delega fatta da zia e-o nonna sui loro conti, sulla ricezione di denaro da parte delle due donne: «Mai avuto soldi da mia zia o mia nonna». Non ha impugnato il secondo testamento? «No, aspettavo il processo». Sa di un investimento da 50.000 euro dal conto di Liliana, nel settembre 2012? «Sì, ed era tutto legale perché fatto dopo che avevo io la delega». Ha ammesso di non ricordare tutti i movimenti e nemmeno quei 7.000 euro usciti dal conto di Liliana due giorni prima della sua morte, nel maggio 2013 («ho più di sei conti in tre nazioni») ma ha aggiunto che tutto quanto usciva «era per spese vere». Sentito anche il direttore della banca dove l’imputata (titolare di pensione e di un negozio) aveva un conto e che aveva notato anomalie nei versamenti. I prossimi testimoni saranno sentiti ad aprile.

Pierluigi Sposato

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