Il Tirreno

Grosseto

Follonica chiama Pistoia Linea diretta sulla ghisa

di Paola Villani
Follonica chiama Pistoia Linea diretta sulla ghisa

Cittadini e imprese sono invitati a contribuire all’allargamento dell’archivio Obiettivo la ricostruzione della storia delle migrazioni verso il golfo

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FOLLONICA. Follonica chiama Pistoia: le due città si uniscono di nuovo grazie alla ghisa. Il museo Magma, eccellenza follonichese nell’ambito delle esposizioni industriali, è stato scelto dalla Regione Toscana come capofila di un progetto sulla valorizzazione degli archivi regionali.

Un riconoscimento che attesta la qualità del museo e delle iniziative culturali che in questi anni l’amministrazione ha portato avanti. In questo grande lavoro assegnato a Follonica entra di diritto Pistoia, scelta come Capitale della cultura 2017. La città toscana è infatti strettamente legata a quella del golfo perché nella metà dell'800 molti operai delle fonderie follonichesi arrivavano proprio da quelle terre essendo esperti nel settore. Ecco quindi che il primo step del progetto regionale, annunciato solo pochi giorni fa dall’assessora alla cultura Barbara Catalani, riguarderà la collaborazione tra il centro di documentazione Ivano Tognarini, custodito al Magma di Follonica e l’associazione “Storia e città” di Pistoia, con il sostegno dell’Istituto di ricerca sul territorio e l’ambiente Leonardo di Pisa. L’archivio dedicato al compianto Ivano Tognarini, che è stato uno dei pionieri nello studio dell’archeologia industriale in Italia, crescerà grazie alla popolazione: l’attenzione sarà focalizzata in particolare sulla siderurgia e sulla rete del ferro, raccogliendo e riordinando materiali, curando e promuovendo la valorizzazione di questo patrimonio culturale.

«Cittadini, imprese e associazioni del territorio sono chiamati a contribuire all’allargamento dell’archivio, condividendo frammenti, testimonianze, documenti che facciano parte di una storia locale condivisa, creando un processo partecipativo inclusivo che porti ad allargare il più possibile testimonianze e documentazione - spiegano dal municipio del golfo - Ogni luogo di memoria deve essere vissuto e partecipato dal proprio territorio, perché è esigenza della comunità conoscere e rielaborare la propria tradizione e identità, guardando al futuro in una prospettiva culturale e produttiva in trasformazione. Proprio per questo una parte del percorso si lega saldamente alla collaborazione con la città di Pistoia per sottolineare gli aspetti demografici e sociali, in particolare, il mondo delle migrazioni secolari fra l’Appennino Toscano e la Maremma, fra l’area pistoiese e Follonica».

All’interno della collaborazione tra Irta Leonardo e Magma si collocheranno una serie di progetti condivisi con la città di Pistoia, con l’associazione “Storia e città” e con l’Ecomuseo della montagna pistoiese, insieme al museo di Tavernole di Brescia (Sistema dei musei della Valtrompia), al Radwerk IV in Austria e ai Parchi Val di Cornia di Piombino. «Il rapporto tra Pistoia e Follonica ha un’estrema rilevanza perché è proprio dal Pistoiese che arrivarono molti lavoranti che si stabilizzarono a Follonica, creando un processo di migrazione in Maremma - spiegano ancora dal Comune del golfo - Il percorso di studi condiviso sarà curato dal Magma e dal professor Andrea Ottanelli dell’associazione “Storia e città”». La ricerca si intitolerà “Chi erano? Nomi, lavori, luoghi di origine dei pistoiesi emigrati a Follonica”. Attraverso fonti d’archivio (registri parrocchiali e anagrafe comunale) e letterari (libri, giornali) sarà elaborata una ricerca per ricostruire i flussi migratori dal Pistoiese verso Follonica e aree limitrofe. Saranno verificati i dati anagrafici, i luoghi d’origine, la professione dei nuovi residenti e la loro mobilità sociale. Il materiale pistoiese e follonichese potrà unirsi alle storie narrate anche al Magma, per raccontare le vicende dei lavoranti. Sono in programma poi una serie di iniziative dedicate, ad esempio, allo sviluppo della ricerca “Written in the land”, proposta da Marco Armiero, responsabile degli studi di carattere ambientale della Royal Academy di Stoccolma, esemplificativa del rapporto fra migranti toscani, mestieri e risorse naturali nel mondo. Nel 2018 sarà organizzato proprio un focus sui processi migratori da Pistoia a Follonica.

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