Caduta dal tino, imprenditore condannato
CAPALBIO. Quel giorno, era il 19 settembre 2010, al mattino, Ion Bucataru (all’epoca 44 anni) era rimasto vittima di un infortunio sul lavoro: era caduto da un tino di acciaio sul quale stava...
CAPALBIO. Quel giorno, era il 19 settembre 2010, al mattino, Ion Bucataru (all’epoca 44 anni) era rimasto vittima di un infortunio sul lavoro: era caduto da un tino di acciaio sul quale stava eseguendo dei lavori, all’interno di un’azienda agricola, ed era stato portato dall’eliambulanza Pegaso a Siena; le sue fratture avevano richiesto cure che si erano protratte oltre i 40 giorni. Erano intervenuti i tecnici del servizio prevenzione e sicurezza sul lavoro della Asl, che avevano compiuto accertamenti.
Adesso il datore di lavoro di Bucataru, Stefano Astore, 51 anni (avvocato Antonio Diurni) amministratore unico dell’azienda agricola Crea Roberto srl in strada Pedemontana a Capalbio, è stato condannato: 600 euro di multa per lesioni colpose, in relazione alle omissioni in materia di sicurezza sul lavoro. Secondo l’imputazione, non risultavano individuate completamente nel documento di valutazione rischi tutte le fasi relative alla vinificazione delle uve, e in particolare quelle che riguardavano il pericolo di caduta dall’alto. Contestate anche alcune carenze per quanto riguardava i lavori eseguiti in quota.
Al termine del dibattimento il giudice Andrea Stramenga ha condannato Astore anche al risarcimento dei danni, delegando al giudice civile la liquidazione del danno ma intanto disponendo il pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva da 6.500 euro in favore di Bucataru più 4.200 per spese (avvocato Soldani).
Il giudice ha anche dichiarato l’assenza di responsabilità per la società Crea srl (difesa Sabrina Pollini) per l’illecito amministrativo contestato perché il fatto non sussiste; il pm Pamela Di Guglielmo aveva sollecitato 30.000 euro. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro tre mesi. (p.s.)
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