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Il Syrah dei San Bonifacio entra nella top mondiale

Il Syrah dei San Bonifacio entra nella top mondiale

GAVORRANO. Non ha ancora compiuto dieci anni come etichetta, ma il Syrah dell’azienda Conti di San Bonifacio è già considerato il secondo migliore al mondo. Lo dice Il Sole 24 Ore in un’intervista al...

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GAVORRANO. Non ha ancora compiuto dieci anni come etichetta, ma il Syrah dell’azienda Conti di San Bonifacio è già considerato il secondo migliore al mondo. Lo dice Il Sole 24 Ore in un’intervista al discendente della dinastia nobiliare, Manfredo di San Bonifacio, fondatore dell’omonima azienda, nata nelle campagne che segnano il confine tra Gavorrano e Massa Marittima.

Parliamo dunque di un’altra eccellenza maremmana che va ad aggiungersi alle molte già presenti in questo lembo delle Colline Metallifere, alcune delle quali comprese a loro volta nella vinicoltura.

«La nostra vigna è una nicchia» dice Manfredo di San Bonifacio al Sole. Sono sette ettari in tutto. La prima vendemmia risale al 2006, con una vinificazione il cui focus rimane sul Monteregio (85 per cento Sangiovese, 10 % Syrah e 5% Cabernet Franc).

Nel 2007, poi, entrano in scena anche i due supertuscans Docet (50% Cabernet Franc, 50% Cabernet Sauvignon) e Sustinet (Syrah in purezza).

Alla seconda annata, quella del 2008, arrivano finalmente i primi riconoscimenti: i degustatori di Decanter Magazine scovano il Sustinet che ottiene una medaglia d’oro, ma soprattutto è nella top ten dei migliori organic wines e al secondo posto tra i migliori Syrah al mondo. A stretto giro c’è Docet e lo stesso Sustinet si guadagnano le tre stelle anche da Veronelli.

Fin dall’avvio Conti di San Bonifacio si struttura su un progetto aziendale preciso. Il casale circondato dalle vigne diviene un Wine Resort dedicato a una fascia di mercato alta, nel quale gli ospiti entrano in contatto con tutte le attività legate alla vigna e al vino: dalla vendemmia alla vinificazione, fino alla degustazione guidata.

Con un team di ventidue persone dedicato alla gestione, il resort attrae principalmente la clientela internazionale. Ma l’ospitalità dei turisti non distoglie l’attenzione dalla qualità del vino.

I terreni argillosi ricchi di minerali e l’escursione termica dei mesi estivi (fino a 20 gradi), assieme all’aria che viene dal mare, danno una struttura importante ai vini senza che perdano in finezza. Emergono freschezza e mineralità, pur nella complessità. Insomma, il risultato è qualcosa che il mondo intero ci può invidiare.

Alfredo Faetti

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