Il Tirreno

Grosseto

Gli industriali auspicano una “sei corsie”

Salvestroni: «L’opera serve alle aziende». Intanto a Firenze una mozione scatena la bagarre a sinistra

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GROSSETO. Ma c’è anche chi resta convinto che la Maremma abbia bisogno di un’autostrada. Dopo Riccardo Breda, presidente della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno che aveva messo in evidenza la necessità di una viabilità veloce adeguata alle esigenze delle aziende e delle persone, è la volta di Mario Salvestroni, presidente della delegazione di Grosseto Confindustria Toscana sud che chiarisce la posizione degli imprenditori; «Siamo assolutamente a favore dell’autostrada. Una vera autostrada però, utile per i cittadini e vitale per le imprese», le stesse che, secondo Salvestroni, «chiedono a gran voce che questo progetto trovi una piena e giusta realizzazione alla luce del codice nazionale della strada. E rilancia: «La proposta di Sat non è condivisibile poiché vogliamo un'’autostrada a sei corsie, due per ogni senso di marcia e corsie d’emergenza e buoni collegamenti collaterali».

Sempre ieri Tommaso Fattori e Paolo Sarti (Si – Toscana a Sinistra) hanno presentato una mozione che invitava la giunta regionale a «esprimere parere contrario al procedimento di approvazione del progetto definitivo». La mozione è però stata respinta con 21 voti contrari e 15 voti favorevoli. Per i proponenti, il progetto sottoposto alla valutazione di impatto ambientale è una proposta «antimoderna». Hanno espresso voto favorevole alla mozione il Movimento cinque stelle, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega Nord. Il Pd ha espresso, invece, voto contrario. «In un territorio già penalizzato e in cui esiste solo il trasporto su gomma – ha detto Leonardo Marras, capogruppo Pd – se si vogliono infrastrutture non si può dire no all’autostrada. Noi siamo per il corridoio tirrenico ma per farlo bene e va sottolineato che il progetto Anas del 2001 di riqualificazione dell’Aurelia è molto simile a questo. Il problema è che l’unico modo di realizzare questa infrastruttura è l’autostrada, e questo significa pagare un pedaggio: ma, dato che non ci sono alternative per il territorio, bisogna prevedere un’esenzione». Il voto negativo è stato dato a una mozione ritenuta «una provocazione politica». «Personalmente – ha continuato Marras – come unico rappresentate del territorio in consiglio regionale, ho presentato un documento, condiviso con i rappresentanti del Pd dei comuni interessati dal tracciato, che analizza il progetto presentato da Sat individuandone le criticità, ma anche proponendo modifiche che possano migliorarlo».

Per Vincenzo Ceccarelli, assessore regionale alle infrastrutture, «questo progetto è simile a quello del 2001 e prevede il pedaggio perché senza, oggi, realizzare un’infrastruttura di queste dimensioni è insostenibile». Il Pd ha ribadito quindi di essere a favore dell’autostrada auspicando che «la Regione esprima parere favorevole al progetto di Sat inserendo condizioni stringenti di modifica».

«Evidentemente per i “Democratici” – commenta ancora Fattori, Si Toscana – l'opinione dei territori non conta niente, accettando qualsiasi tipo di progetto. Noi siamo contrari a qualsiasi ipotesi di autostrada Tirrenica, non certo per inseguire un ecologismo naïf, ma perché è “antimoderno” ripresentare nel 2017 un’opera concepita negli anni ’60. Il voto di oggi non era sulla decisione di fare o non fare un’autostrada in Maremma, era un voto per fermare questo specifico progetto criticato da tutti». Critico col Pd anche Marco Sabatini (Sinistra Italiana). «Il doppio gioco del Pd sulla Tirrenica è smascherato», dice.

Ok all’autostrada, ma con “se” e “ma”, infine, Fratelli d’Italia: «Non siamo contrari alle grandi opere – dice Giovanni Donzelli – ma i punti critici di questo progetto sono troppi a partire dal pedaggio, passando per lo scarso rispetto paesaggistico fino ad arrivare alle strutture della viabilità ordinaria e alle sue ripercussioni. Invitiamo i soggetti coinvolti a rivedere il progetto». (i.a.)

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