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Crisi Coop, i sindacati «O garanzie o sciopero»
Gavorrano: Cgil, Cisl, Uil si mobilitano per scongiurare la chiusura del market Entro il 2 febbraio assemblee in tutti i negozi maremmani che sono a rischio
GAVORRANO. Tre posti di lavoro in bilico e un tessuto sociale che rischia di deteriorarsi ulteriormente. Tutto a fronte di un quadro normativo che non lascia ampi spazi in termini di ammortizzatori sociali. Sono i punti emersi dal confronto con le segreterie sindacali sulla situazione di Unicoop Tirreno, dopo l’annuncio del piano industriale che prevede l’esubero di circa 700 lavoratori e la chiusura di tredici negozi. Tra questi, c’è anche l’InCoop di Gavorrano.
L’incontro si è tenuto proprio nel magazzino dell’attività con i rappresentanti dei sindacati, che condividono sull’argomento una posizione unitaria. «La nostra preoccupazione è per i lavoratori, nessuno escluso, ma anche per la comunità di Gavorrano, che già deve far fronte al rischio di altre chiusure» dice Massimiliano Stacchini della Filcams Cgil. «Se non ci saranno novità dall’azienda si andrà verso degli scioperi, anche a Gavorrano» annuncia Antonietta Ricciuto della Uiltucs.
Il riferimento di Stacchini è alla situazione della filiale del Monte dei Paschi di Siena, distante pochi metri dal negozio Coop: una sede che l’istituto di credito senese aveva già previsto di chiudere il 31 gennaio, salvo poi sospendere temporaneamente l’operazione sotto le pressioni dell’amministrazione comunale e dei cittadini, riuniti in una petizione che conta qualche centinaio di firme.
E anche nella filiale, i posti di lavoro a rischio sono tre. «Il nostro impegno è quello di salvaguardare il posto ai lavoratori di Gavorrano e allo stesso i servizi per la comunità» dice la sindaca Elisabetta Iacomelli.
Ma se sul versante Mps ci si è mossi per tempo, su quello Unicoop la chiusura sembra ormai un dato certo.
«Il tavolo delle trattative con l’azienda non è ancora stato chiuso – spiega Stacchini – Prima dovremmo procedere con assemblee in tutti i negozi compresi nella lista delle chiusure: una fase che dovrebbe compiersi entro il 2 febbraio».
In Maremma, dove i punti a rischio chiusura sono quattro (insieme a Gavorrano due a Grosseto e uno a Porto Santo Stefano), i sindacati hanno deciso di partire proprio da qua, visto che la chiusura dell’InCoop comporterebbe la chiusura dell’unico negozio di vendita di generi alimentari nel paese.
La trattativa comunque si annuncia in salita. «Il nuovo quadro normativo non dà margini per gli ammortizzatori – dice Ricciuto a termine dell’incontro – Non viene più data la mobilità e la cassa integrazione è prevista solo in caso di una ristrutturazione, che ad ora non c’è». È questo infatti uno dei punti caldi per i sindacati. «L’azienda non ha presentato alcun piano industriale, ma solo un piano di tagli – dicono gli esponenti delle sigle come una voce sola – Hanno presentato solo un piano che non tiene conto dei diritti e dei lavoratori e noi vogliamo vedere i dettagli per capire quali sono le reali intenzioni di Unicoop».
Se poi questa trattativa porterà ad un nulla di fatto, sarà il momento delle iniziative. «Sono già pronti pacchetti di sciopero da otto ore, da coordinare a livello regionale» dicono i sindacati.
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