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Bilella: «Non l’ho uccisa io» In appello l’ultima difesa
FIRENZE. «Io non c’entro niente. Ce l’hanno tutti con me, anche i pm; hanno tutti raccontato bugie». Quasi mezz’ora di autodifesa, con parole non diverse da quelle utilizzate nel processo di primo...
FIRENZE. «Io non c’entro niente. Ce l’hanno tutti con me, anche i pm; hanno tutti raccontato bugie». Quasi mezz’ora di autodifesa, con parole non diverse da quelle utilizzate nel processo di primo grado. Antonino Bilella ha voluto dire la sua nella prima udienza del processo di appello, davanti alla Corte di assise di Firenze, dopo la condanna all’ergastolo per l’omicidio di Francesca Benetti, 4 novembre 2013, Villa Adua a Potassa di Gavorrano.
La Procura generale e il sostituto procuratore grossetano Marco Nassi (era presente anche il collega Salvatore Ferraro - i pm hanno depositato ieri una memoria di 115 pagine) hanno insistito nella conferma della condanna, chiedendo (come in primo grado) l’isolamento diurno per 6 mesi (gliene erano stati inflitti 2) e la condanna anche per quei due episodi di palpeggiamento che erano stati esclusi dalla giuria grossetana nel calcolo della condanna. I difensori di parte civile, Alessandro Risaliti e Agron Xhanaj, hanno insistito per la condanna e la conferma delle statuizioni civili.
Il difensore Gian Domenico Caiazza è sopraggiunto a udienza in fase avanzata (prima era stato sostituito da una collega): parlerà il 5 aprile, in quella stessa data le eventuali repliche e la sentenza. Nell’atto di appello, non ci sono riferimenti alle tracce del sangue di Francesca sull’auto che era stata avviata frettolosamente alla rottamazione, uno degli argomenti principe dell’accusa; non è stata contestata nemmeno una delle ordinanze emesse dalla Corte grossetana, a partire da quella della composizione della giuria. La difesa sostiene adesso la tesi dell’omicidio preterintenzionale, per impulso sessuale: un approccio di lui finito male. Respinta, infine, la richiesta difensiva di una nuova perizia sulle celle telefoniche impegnate dal cellulare di Bilella, in relazione alla telefonata ricevuta da un escavatorista negli orari in cui si ritiene sia stato commesso il delitto. (p.s.)
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