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Visite sanitarie già pagate La Asl si scusa per i disagi
Gli avvisi sono dovuti a un problema nella catalogazione dei versamenti fatti «Il ticket è comunque una tassa a tutti gli effetti, le ricevute vanno conservate»
GROSSETO. L’azienda sanitaria si scusa per i disagi lamentati dai cittadini che hanno ricevuto gli avvisi bonari: sono state riscontrate criticità nella registrazione dei pagamenti tramite posta, bonifico bancario e totem con l’opzione “altre prestazioni”.
Svelato il mistero che sta dietro alle tante richieste per la riscossione di un ticket sanitario, in realtà pagato, arrivate in questi giorni ai maremmani: gli avvisi sono dovuti ad un problema nella catalogazione dei versamenti fatti dagli utenti attraverso la posta, la banca o le macchinette che si trovano nei distretti sanitari, solo se nelle stesse è stata digitata l’opzione “altre prestazioni”. Dall’azienda spiegano poi che, essendo il ticket una tassa a tutti gli effetti, le ricevute delle prestazioni mediche devono essere conservate per cinque anni dall’emissione delle stesse, proprio come accade per le fatture dei servizi energetici o per le sanzioni dovute a sgarri al codice della strada. Insomma, il consiglio è tenere le ricevute, sempre: i casi appena accaduti e raccontati nei giorni scorsi da "Il Tirreno" sono la prova che, essendo in possesso della documentazione, pure se sorgono problemi, gli stessi si risolvono velocemente, perdendo magari del tempo a ricercare gli atti e spendendo pochi euro per inviarli agli uffici preposti.
La Asl precisa che comunque si tratta di avvisi bonari e non di ingiunzioni di pagamento e che fino a martedì 14 febbraio c’è tempo per rispondere, dimostrando di aver pagato quanto dovuto. «Relativamente alle lettere inviate per il 2013 - aggiunge l’Asl - sono state riscontrate criticità nella registrazione dei pagamenti tramite posta, bonifico bancario e totem con l’opzione “altre prestazioni”. I nomi cui inviare gli avvisi, infatti, vengono estrapolati da un programma informatico che incrocia i dati anagrafici, con quelli delle prestazioni e dei pagamenti. È il successivo intervento dell’operatore che chiarisce la posizione dell'utente, con la documentazione fornita. Ci rendiamo contro del disagio per i cittadini - conclude l’azienda - e ci scusiamo anche per i problemi segnalati per mettersi in contatto con l’ufficio, i cui operatori sono tuttavia impegnati quotidianamente a rispondere agli utenti».
Proprio per venire incontro a coloro che hanno bisogno di spiegazioni o di contattare l’ufficio, da oggi è stato ampliato l’orario del call center (0564 483.777). Il nuovo orario è dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13.30, il martedì e il giovedì anche dalle 14 alle 15. E ancora è possibile scrivere una email a recuperoticket@usl9.toscana.it o inviare un fax al numero 0564.486605.
«La funzione del recupero crediti - spiega Asl - viene svolta durante tutto l'anno, come previsto dalla normativa nazionale, ed è essenziale per promuovere l’equità, nonché contrastare l'evasione. Il ticket, infatti, è una tassa a tutti gli effetti le cui ricevute devono essere conservate per almeno 5 anni». Per dare un’idea dell’attività svolta finora sono stati mandati circa 10.000 avvisi per prestazioni risultate non pagate nel periodo 2013-2014. Nel corso del 2016, inoltre, erano già stati inviati 11.000 avvisi per visite non disdette e circa 400 verbali di accertamento per i cosiddetti “falsi esenti”.
E mentre l’Asl dà le sue motivazioni alla nostra redazione continuano ad arrivare segnalazioni su avvisi bonari per prestazioni già pagate e c'è anche chi come, Rosario Scavo, follonichese anche lui destinatario di due richieste, pone un quesito all’As: «Ma se io, come altri cittadini, abbiamo pagato e l’azienda non trova i nostri soldi, dove sono stati messi?».
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