Il presidio
Prende a sassate il ristorante, arrestata
Senza fissa dimora, 68 anni, si scaglia contro notissimo locale di Ansedonia e ferisce un carabiniere. Patteggia un anno
ANSEDONIA. Senza fissa dimora, 68 anni, in pieno giorno si è messa a danneggiare a colpi di pietra le vetrate del ristorante Il Cartello, notissima attività che sorge sulla spiaggia di Ansedonia. Tutto è successo domenica quando un dipendente del ristorante, adesso chiuso, è andato a controllare se tutto fosse a posto. Arrivato sulla spiaggia ha trovato una donna che stava appunto spaccando le vetrate del ristorante lanciano sassi e bottiglie. L’uomo ha chiamato subito i carabinieri della compagnia di Orbetello.
I militari della radiomobile e della stazione locale - non appena arrivati - hanno cercato di calmare e identificare la donna ma questa, per cercare di sottrarsi ai militari, si è scagliata pure contro di loro colpendoli con vari oggetti contundenti e riuscendo a ferire - seppur in maniera lieve - con una bottigliata uno di loro.
I carabinieri sono poi riusciti a bloccarla e arrestarla.
Per la sessantottenne è scattata l’accusa di violenza e resistenza a pubblico ufficiale nonché di danneggiamento aggravato.
Lunedì per l’accusata, che è originaria di Manciano ma vive in un’automobile in sosta nel parcheggio della Spiaggetta a Neghelli, è scattata la convalida dell’arresto. La mancianese, difesa dall’avvocato Anna Scotto, davanti al pubblico ministero Maria Navarro e al giudice Marco Bilisari, ha patteggiato un anno, pena che poi è stata sospesa. Nel frattempo vanno avanti le indagini per capire le motivazioni del gesto e per verificare se la donna sia stata l’autrice di altri episodi di danneggiamento. La donna era già conosciuta dalle forze di polizia per essere stata denunciata, per danneggiamenti sempre nei confronti del titolare del ristorante, nel novembre 2015 e nel giugno 2016. A giugno, a fare i conti con la furia della senzatetto fu il parabrezza dell’auto del proprietario del Cartello che venne spaccato con una pietra.
Alla base del gesto, forse, ma saranno gli inquirenti a verificarlo, l’invaghimento della mancianese nei confronti del ristoratore. Un sentimento che però non sarebbe corrisposto. Potrebbe essere la consapevolezza di essere respinta a non andare giù alla donna che, davanti al giudice, è però rimasta in silenzio senza dare spiegazioni del suo gesto.
I servizi sociali la seguono, tanto che per lei era stato trovato un posto a Pitigliano che sembra sia stato rifiutato perché il suo cuore è a Orbetello.
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