Il Tirreno

Grosseto

Non ci sono ambulanze per riportarla a casa

Anziana di 96 anni costretta a far intervenire i carabinieri dopo le dimissioni alle tre di notte

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PITIGLIANO. Una donna di 96 anni ha rischiato di rimanere 5 ore in una barella al pronto soccorso di Pitigliano. Anelia Pampanini, 96 anni fra pochi giorni, dopo essere stata dimessa dal pronto soccorso non ha trovato un’ambulanza che la potesse riportare da dove era venuta: poco distante. L’anziana si trova nella casa di riposo Don Francesco Rossi della città del tufo e nella serata di lunedì non si è sentita bene. La sua situazione è poi peggiorata nella notte tanto che è stato chiamato il 118 che ha trasferito Pampanini al vicino pronto soccorso dell'ospedale di Pitigliano.

«Nella notte mia mamma - racconta una delle figlie che risiede ad Albinia, Rosella Boggi - è peggiorata e il personale ha chiamato la guardia medica che ha subito allertato il 118». Anelia Pampanini ha molti problemi salute dovuti all’età e a delle ischemie che la mandano in stato di coma dal quale poi si risveglia. «Lunedì sera mamma stava malissimo, si lamentava. Quando è arrivata al pronto soccorso - continua Rosella - è stata subito curata con tanta professionalità. Le hanno trovato anche il Fuoco di Sant’Antonio, le hanno medicato delle micosi e dopo averle somministrato del calmante per il dolore e per farla riposare, l’hanno dimessa«.

A questo punto è iniziata la via crucis di Rosella per riportare al Don Rossi sua mamma. «Una persona pensa che una volta dimessa possa riportare il paziente a casa - dice la figlia di Anelia - ma invece così non è. Mi hanno detto che non c’erano ambulanze che potessero portare indietro mamma. Avrei dovuto aspettare fino alle 8 del mattino». Non erano ancora le tre di notte: «Come potevo lasciare una donna di 96 anni tutte quelle ore su una barella al pronto soccorso?» chiede Rosella.

Così Boggi si è attivata e ha iniziato a chiamare il 118, che da Siena rispondeva che non era possibile fare nulla. Dopo il 118, Rosella ha tentato con la Misericordia di Albinia che però non è potuta andare. Alla fine, esasperata, ha richiesto l’intervento dei carabinieri che dopo alcune telefonate sono riusciti a far rientrare la donna al ricovero. «Non è possibile accadano cose del genere - conclude Boggi - una persona anziana e malata non può rimanere, dopo essere stata dimessa, ore in ospedale perché non si può mandare un'ambulanza a riportarla da dove è venuta».

La Asl, dal canto suo, cerca di spiegare come funzionano le cose durante le ore notturne. «Durante la notte, oltre un certo orario, il 118 non ha la disponibilità delle ambulanze da adibire al trasporto sanitario nel casi di dimissione di pazienti barellati dai pronto soccorso. Le ambulanze che si trovano nelle sedi degli ospedali o alle Postazioni di emergenza territoriale (Pet) sono riservate alle emergenze. Ciononostante, quando è possibile e se si verificano particolari condizioni, il trasporto per la dimissione dai pronto soccorso dei pazienti in barella viene effettuato. Nel caso specifico della signora di 96 anni, dimessa nella notte tra il 16 e il 17 gennaio dal pronto soccorso di Pitigliano, la centrale del 118 si è adoperata per dare una risposta adeguata e il prima possibile alla paziente e ai familiari, inviando un’ambulanza che la riportasse alla Rsa, in considerazione dell’età e delle condizioni della paziente stessa. È necessario precisare che il pronto soccorso è organizzato e strutturato in modo da poter trattenere in piena sicurezza i pazienti dimessi, in attesa di trasporto». I familiari di Anelia si chiedono però se era necessario arrivare al punto di chiamare i carabinieri o se era possibile agire usando del semplice buonsenso vista la vicinanza fra pronto soccorso e casa di riposo. (i.a.)

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