Il Tirreno

Grosseto

Mediatore, alcol, prostituta, pagamenti: questioni aperte

Enrico Maria Santoro contesta all’associazione Arci (anche se il nome non viene mai esplicitato) il fatto che l’operatore assunto per occuparsi delle due strutture (Roccalbegna e Petricci), quando...

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Enrico Maria Santoro contesta all’associazione Arci (anche se il nome non viene mai esplicitato) il fatto che l’operatore assunto per occuparsi delle due strutture (Roccalbegna e Petricci), quando era presente, passava gran parte del tempo al computer o al telefono, mentre nell’accordo quadro si parlava di personale qualificato, con competenze specifiche nel seguire i ragazzi. «Non basta dichiarare di fare qualcosa, servirebbe dimostrarlo – aggiunge Santoro –. Qui, per esempio, le 36 ore settimanali di mediazione culturale non ci sono mai state, così come altri servizi minimi, per esempio il sostegno socio psicologico o l’insegnamento della lingua». Riguardo all’arrivo di una prostituta nella struttura, Santoro conferma tutto. «L’operatore mi inviò un messaggio vocale (che conservo), dove diceva che il “problema della ragazza” sarebbe stato risolto successivamente dalla responsabile. Poi c’è il discorso del consumo di alcolici, di cui abbiamo le foto». Santoro insiste inoltre sui pagamenti e sui ritardi dell’associazione. «Noi sappiamo quando paga la Prefettura e quando invece si sostanziano gli accrediti sul nostro conto. Non solo. Sulla linea di credito che avrebbe garantito i pagamenti, di fatto avremmo dovuto addirittura pagare interessi sul nostro credito già ampiamente scaduto, tutto ciò in modo incomprensibile e ingiusto». «In conclusione sarei curioso di sapere – termina Santoro – come fa il presidente dell’Arci a sapere e dichiarare che non risultano denunce da parte del gestore riguardo a eventuali aggressioni subite dalla moglie e come fa a sapere che le foto con le camere in ordine sono state scattate proprio l’ultimo giorno di permanenza dei migranti nella struttura, cioè il 31 dicembre». (g.b.)

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