Il Tirreno

Grosseto

Incinta di otto mesi dorme per strada: salvata dai volontari e dal gesto di un imprenditore

di Giovanna Mezzana
L'ingresso della ex Banca commerciale: la coppia e l'amico mentre dormono sotto le coperte
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L'ingresso della ex Banca commerciale: la coppia e l'amico mentre dormono sotto le coperte

Alle 23 parte l’Sos via Facebook, risponde un imprenditore. Da Roma le cerca un albergo e paga la stanza fino a venerdì

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GROSSETO. Una giovane donna incinta di otto mesi dorme buttata per terra – raggomitolata dentro una coperta – all’ingresso di una ex banca non lontano dal centro-città: nel cuore della notte parte una gara di solidarietà e lei – il marito e un amico – trovano un letto caldo grazie a uno sconosciuto. È una bella storia quella che è accaduta tra lunedì e martedì quando le temperature erano sotto zero e il Grecale soffiava senza dare tregua.

Ore 22, via Roma: Susy Gorgone, soccorritrice della Misericordia di Grosseto, è qui con l’amico Sebastiano Davitti per portare una tazza di té caldo e qualcosa di dolce a una coppia e a un giovane che da tempo dormono di fronte all’ingresso della ex Banca Commerciale. Non è la prima volta: da tempo è partita – visto l’inverno rigido e grazie anche all’amica Donatella Armellini e ad altri volontari – una raccolta di coperte e vestiario pesante e cibo per chi a Grosseto non ha altra alternativa se non la strada. Il cuore della gente batte forte: in via Roma c’è chi la sera scende per strada con pentoloni e casseruole per portare un piatto caldo a questi giovani. Anche in altri quartieri c’è chi tende una mano: cittadini e negozianti, come i titolari dello storico panificio Galletti a Barbanella. E i volontari aiutano anche chi dorme sotto i portici della Poste e al primo piano del centro commerciale 167 Nord di via Inghilterra.

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Torniamo alla notte tra lunedì e martedì. Susy nota che c’è qualcosa che non va. Laura (nome di fantasia), 22 anni e all’ottavo mese di gravidanza, sembra non farcela più: questa notte fa troppo freddo. Per lei era stata trovata una sistemazione – in una casa famiglia – ma aveva rifiutato: «Siamo una coppia – era stata la sua risposta – Voglio stare con mio marito».

Anche Susy e Sebastiano non ce la fanno più: a sopportate quello che vedono che è poi ciò che Lorenzo Mancineschi, la “iena maremmana”, denuncia da tre settimane con video postati sul suo profilo social. Mettono un post su Facebook.

«Se questa è Grosseto – scrivono Susy e Sebastiano – dove una ragazza italiana incinta di otto mesi è costretta a dormire nell’atrio della vecchia banca». I grossetani non sono indifferenti: «Hanno cominciato a rispondere – dice Sebastiano – “Chiamate il 118”, “Chiamate i carabinieri”, ma in effetti nessuno forniva una soluzione concreta».

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Alle 23 qualcuno risponde al post. È Stefano Zaffiri, 42 anni, imprenditore romano legato alla Maremma da quando era un bambino: un “contatto” (più che un amico) di Sebastiano Ci pensa lui. Chiede dove si trovino. Si lancia sul web, sul portale Booking.com e cerca un albergo non lontano da via Roma. A quell’ora non è semplice: qualche albergatore è sospettoso. Alla fine va tutto in porto. E a mezzanotte Laura, il marito e l’amico sono in un albergo alle porte di Grosseto. Hanno un letto, il riscaldamento, servizi igienici e, l’indomani, una colazione: sarebbe la normalità.

Alle 13 di ieri, Zaffiri, che vive a Roma, era a Grosseto. Ha incontrato Laura e gli altri. Ha pagato per loro la sistemazione per quattro notti, fino a venerdì. Adesso aiuterà Laura a pensare al futuro.

È una bella storia di altruismo. Una goccia nell’oceano, però: «Chiediamo alle istituzioni – dicono Gorgone e Mancineschi – un’ordinanza sindacale per l’emergenza freddo perché vengano allestite delle tende per chi vive in strada».

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