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«Reati gravissimi ma non li ho fatti»

«Reati gravissimi ma non li ho fatti»

GROSSETO. Sembra una battuta ma Emanuel Cerciello è assolutamente serio: «Sono reati gravissimi, soprattutto quello di violenza privata. So bene quello che dico». Poi aggiunge: «Ma sono cose che io...

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GROSSETO. Sembra una battuta ma Emanuel Cerciello è assolutamente serio: «Sono reati gravissimi, soprattutto quello di violenza privata. So bene quello che dico». Poi aggiunge: «Ma sono cose che io non ho mai fatto». L’ex assessore chiede di parlare per dire che è innocente, che si difenderà a questo punto solo nel processo per «questa imputazione che mi è capitata tra capo e collo».

«Ho capito una cosa in questa storia: i recuperi credito dovrebbero farli solo le agenzie e non i privati, altrimenti si rischiano brutte conseguenze», facendo riferimento al fatto che lui, titolare di un’agenzia di viaggio, vantava 1.600 euro da lei. Cerciello, ma come stanno le cose? Quei colpi alla vetrata? «Non ci sono stati, ho solo bussato. E ho due testimoni che possono confermarlo». E i vostri rapporti? «Normalissimi anche nel periodo di agosto. Dopo, io non sono più passato da lì; non ho avuto più rapporti. Le abitudini le ho cambiate io. Non sono mai più stato in quel bar».

E il riferimento alle conoscenze in Procura? «C’è una cosa che mi dispiace più di tutte, perché questa persona è andata a colpire le cose per me più importanti in quel periodo: io non ho mai fatto leva sulla mia posizione di assessore per far arrivare a lei i controlli della guardia di finanza, millantando di conoscere il procuratore. Anzi, spero proprio che controlli non li abbia mai avuti. E se avessi avuto questi rapporti, se fossi stato amico del procuratore, magari la querela che io presentai nei confronti di lei sarebbe andata da qualche parte: invece a oggi non so nulla. Avrei dovuto essere perseguito o avere giustizia. Invece nulla».

Cerciello solleva un altro aspetto: «All’epoca facevo parte della struttura del Codice rosa, mi preoccupavo che le vittime trovassero un lavoro perché acquisissero un’indipendenza economica. So cosa può provare una donna che ha subìto violenza, anche psicologica. Non potrei mai fare qualcosa di simile».

Di una cosa Cerciello è convinto: «Se non avessi avuto un ruolo pubblico, questa storia non ci sarebbe stata. La mia è una vita improntata dalle regole. È una storia che mi fa male. Spero che non arrivi la prescrizione. Voglio essere assolto nel merito». (p.s.)

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