Il Tirreno

Grosseto

Per il latte delle asinelle si può aprire un mercato

di Alfredo Faetti
Per il latte delle asinelle si può aprire un mercato

Altre conferme dalla ricerca sulla razza amiatina allevata a Scarlino È l’ideale contro le allergie dei neonati ed è un ottimo sostituto di quello materno

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SCARLINO. Buono e nutriente: il sostituto ideale per i bambini allergici al latte vaccino. Il latte delle asine amiatine allevate nei campi scarlinesi sotto l’amorevole cura delle Bandite incassa un’ulteriore conferma della sua qualità: arriva dal risultato di ricerche condotte al dipartimento di scienze veterinarie dell’Università di Pisa; qui gli esperti studiano da alcuni anni le proprietà nutraceutiche di questo alimento e la filiera produttiva legata agli asini amiatini, una razza autoctona allevata in Toscana. E i risultati dell’ultima ricerca dimostrano ancora una volta come questo prodotto sia salutare e curativo.

Sul tema è anche in corso un progetto finanziato dalla Regione Toscana al quale partecipano, oltre all’ateneo pisano, l’azienda ospedaliera universitaria Meyer di Firenze che è capofila, l’istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana e il Complesso agricolo forestale regionale di Scarlino, dove appunto sono attualmente allevati circa 150 asini amiatini.

«Il latte bovino è largamente utilizzato come sostituto del latte materno, ma c’è una percentuale di neonati, tra il 2 e il 7,5 per cento, che è allergico alle proteine del latte vaccino – spiega Mina Martini dell’Università di Pisa – E si tratta di un problema non del tutto risolto dai latti industriali, che spesso non incontrano il gusto dei bambini per il loro sapore poco gradevole, senza considerare che alcuni di questi prodotti non sono totalmente senza il rischio di sensibilizzazione allergica».

Tanto emerge dall’ultima ricerca condotta in materia dell’università pisana. Il latte di asina è dunque un’alternativa naturale ideale per il sapore gradevole e perché è ben tollerato dai soggetti allergici al latte vaccino al contrario di altri latti alimentari come quello di capra, ovino o bufalino.

Dal punto di vista nutrizionale, il latte di asina, spiega una nota dell’ateneo pisano, «ha un contenuto proteico medio (1,60%) simile a quello del latte umano, caratterizzato dalla bassa quantità di caseine, soprattutto quelle ritenute più allergizzanti e, come il latte materno, ha un alto contenuto di lattosio (7%) che stimola l’assorbimento del calcio e la presenza elevata di lisozima e lattoferrina favorisce la riduzione delle infezioni intestinali». Inoltre, conclude Martini, «la possibilità di utilizzare il latte proveniente da un’unica razza, quella amiatina, garantisce una maggiore costanza nella qualità del prodotto impiegato e la possibilità, tramite la selezione genetica, di un continuo miglioramento qualitativo».

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