Il Tirreno

Grosseto

Parco dell’Ombrone market della droga

di Giovanna Mezzana
Parco dell’Ombrone market della droga

Nascosta nei cespugli e dentro i cestini: un cane porta una “bustina” al padrone, un altro inghiotte della cocaina

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GROSSETO. Sotto le luce del sole si vende,al tramonto si nasconde, di notte si preleva. E si riparte. Siamo all’Alberino, al Parco dell’Ombrone: un polmone verde per chi ama fare jogging e portare a spasso il cane, un mercato dove si piazza e si smercia per chi vive di spaccio. Di droga qui ce n’è in abbondanza: quando non passa tra le mani, è nascosta – neppure troppo abilmente – qua e là tra la vegetazione e dentro i cestini per gettare i rifiuti. Chi ha fiuto, la trova subito.

I cani. È accaduto di recente che due cani la scovassero: uno ha tirato fuori una “bustina” da un cespuglio, l’altro – anzi, l’altra, Lilly, un segugio maremmano – l’ha inghiottita. E meno male che a Grosseto ci sono veterinari in gamba. È un disagio. È un problema sul fronte della sicurezza e non solo per la tutela dei quattrozampe. Per chi vive nelle vicinanze – via della Saracina, via Fazzi, via Leoncavallo, via Toscanini, via Grieg... per esempio – è soprattutto una limitazione della propria libertà individuale: e in un luogo, le vicinanze di casa propria, che dovremmo piuttosto sentire “amico”. «E quando non ci si sente più liberi – dice Fabio Ferretti, residente vicino al Parco dell’Ombrone e proprietario di Lilly – finisce che perdi anche l’identità» e il senso civico di appartenenza.

La testimonianza. «Ho due segugi maremmani – descrive Ferretti – e spesso li porto a fare una sgambata nel recinto riservato ai cani che si trova, appunto, all’interno del Parco. Ieri sera (domenica sera, per chi legge) la mia Lilly ha trovato e ingerito della droga. Abbiamo dovuto chiamare d’urgenza il veterinario». Lilly si è salvata, la stanno disintossicando. Era cocaina. Non finisce qui. «Da qualche mese quel parco – continua – è diventato il regno di spacciatori e utilizzatori di droga. L’area per i cani, in particolare, è il luogo dove, al calare del buio, apre il supermarket delle sostanze stupefacenti».

La mappa. Chi entra nel Parco prima degli operatori della nettezza urbana, trova i cestini svuotati e i rifiuti sparsi a terra: «Perché nascondono lì la droga – dice il residente – per poi andarla a recuperare al momento opportuno». Se non usano i cestini, c’è la vegetazione che agevola: tant’è che un altro cane ha tirato fuori dalla “macchia” una bustina. Che la prassi sia questa, lo dimostra anche altro.

Le biciclette. Cioè «Il via-vai – dice Ferretti – a cui di notte si assiste. Ci sono persone che in bici fanno la spola avanti e indietro» dalla zona di via Grieg alla golena dell’Ombrone. Perché il recupero, ci dicono altri testimoni, avviene prelevando piccole quantità ogni volta, in modo tale che se si incespica in un controllo di carabinieri o polizia si hanno meno guai. Noi al Parco dell’Ombrone ci siamo stati e abbiamo trovato biciclette buttate a terra tra erba e cespugli. Un’altra zona assai “frequentata” è quella di via de’ Barberi, dove avrebbe dovuto sorgere – per mano dell’ex Consorzio Etruria – un Peep.

L’appello. I residenti non ne possono più. E pensare che proprio un anno fa al Parco dell’Ombrone i carabinieri fecero un vero e proprio blitz. «Noi chiediamo solo – conclude Ferretti – un po’ di controlli, la presenza delle forze dell’ordine e, magari, qualche lampione in più».

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