Il presidio
Fusione: ecco le ragioni del sì e del no
Santa Fiora e Castell’Azzara si preparano a due incontri con la cittadinanza: gli amministratori anticipano le loro posizioni
SANTA FIORA. Fusione a tiro incrociato tra maggioranze e opposizioni fra Santa Fiora e Castell’Azzara. Il Comitato di cittadini di Castell’Azzara e Santa Fiora, che si sono organizzati per informare e tastare il polso alle comunità dei due borghi sulla fusione, chiamano i cittadini alle prime assemblee pubbliche sul tema.
Gli appuntamenti sono previsti per venerdì 20 gennaio: la prima nel pomeriggio a Castell’Azzara nella sala dell’ex cinema alle 17; la seconda la sera, alle 21, a Santa Fiora nella sala del popolo del palazzo comunale.
Sono stati invitati, oltre ai cittadini, anche i sindaci dei due paese, Fosco Fortunati per Castell’Azzara e Federico Balocchi per Santa Fiora, e tutte le forze politiche dei due comuni.
Balocchi ci sarà e andrà a dire la sua posizione sulla fusione, su cui da tempo si esprime positivamente. «Ribadirò – spiega – quel che da tempo sostengo e cioè che le condizioni dei nostri paesi impongono una scelta e una svolta. Fusione senza fretta, senza strappi, senza forzature. La gente deciderà cosa vuol fare».
Non ci sarà, venerdì 20 gennaio, invece, la minoranza santafiorese guidata da Riccardo Ciaffarafà. «Se andassi all’incontro – spiega – non farei altro che legittimare un comitato che non rappresenta nessuno e che è già stato bocciato sia da Castell’Azzara nelle assemblee dell’ultimo mese che dal risultato incontrovertibile del referendum sulla costituzione. Avevo detto anche in consiglio comunale che il risultato sarebbe stata una risposta al Pd locale e alle teorie strampalate di fusione. Il risultato è stato un bel no».
Sempre venerdì 20 gennaio alle 17, l’invito a partecipare è stato accolto anche dalla maggioranza di Castell’Azzara. Marzio Mambrini, ex sindaco e adesso assessore al fianco di Fortunati, forte delle posizioni antifusione espresse dalla gente del suo comune in due assemblee che si sono di recente tenute a Castell’Azzara e a Selvena, illustrerà anche alcune difficoltà, magari minime ma reali, che la fusione fra comuni potrebbe portare.
«Basti pensare – dice – a una piccola cosa come il nome delle strade. Nello stesso comune non vi possono essere due strade con il medesimo nome. Cosa che si verificherebbe? Bisognerebbe cambiare nome, i cittadini dovrebbero modificare l’indirizzo su tutti i documenti, con fatiche e denari. Ma questo è solo un minimo. Mi viene, invece, da considerare, come questione fondante, alla dislocazione delle scuole e del presidio sanitario. Ma anche questo è una parte. La sera di venerdì 20, dunque, andrò a definire anche i problemi che si incontrerebbero con la fusione Castell’Azzara Santa Fiora».
Posizione opposta quella della minoranza di Castell’Azzara capitanata da Maurizio Coppi. «La posizione della minoranza è nota – spiega – siamo a favore anche perché, in un “contratto” come questo, nessuno assorbe nessuno. Siamo convinti della bontà di questa soluzione che ci porterà non pochi vantaggi economici per migliorare le condizioni dei nostri paesi. Perché se poi la regione dovesse fondere i comuni per forza di legge, perderemmo i benefici possibili. E d’altra parte cento anni fa eravamo tutti insieme. Perché non tornare ad esserlo?».
Il comitato intanto avverte che sarà presente ad entrambe le iniziative Faustino Conigli, sindaco di Trecastelli, un comune in provincia di Ancona che è nato dalla fusione dei tre Comuni originari di Castel Colonna, Monterado e Ripe. Conigli porterà ai presenti una testimonianza diretta delle opportunità e delle problematiche di un nuovo comune nato da fusione.
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