Il Tirreno

Grosseto

Cittadella, ore 13: il traffico va in tilt

di Gabriele Baldanzi
Cittadella, ore 13: il traffico va in tilt

Ogni giorno è il caos. Studenti e prof protestano: «Mezz’ora per uscire dall’ingorgo ed è così da anni»

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GROSSETO. «Venti minuti, ogni giorno, per entrare e uscire dalla Cittadella dello studente. Una situazione insostenibile». A dirlo sono un gruppo di genitori e docenti che combattono questa battaglia da anni. Di recente è stato creato anche un gruppo Facebook – “Cittadella dello studente di Grosseto, un caos da risolvere” – dove si raccolgono segnalazioni e suggerimenti. Nel mirino la Provincia e il Comune. Non solo.

Nelle ultime settimane, al Tirreno sono giunte diverse e-mail e lettere su questo argomento. Un insegnante, per esempio, ci scrive: «Sono centinaia – lamenta – le persone che vivono lo stesso mio problema e che subiscono l’indifferenza delle autorità preposte. Come sappiamo (ma qualcuno forse lo ignora o finge di non saperlo) la Cittadella ospita sei istituti superiori di grandi dimensioni, con più di 2000 alunni, oltre ai docenti e agli altri operatori scolastici (bidelli, segretari...). È facile immaginare la mole di traffico che nelle ore di entrata e di uscita si riscontra nella zona, quando molti genitori accompagnano o vengono a prendere i loro figli all’uscita. Ebbene, la situazione è particolarmente complessa verso le 13, quando la maggior parte dei ragazzi dei vari istituti esce da scuola. Si verificano quotidianamente lunghe file di auto e altri mezzi, anche provenienti dall’Aurelia Sud, che causano ingorghi. Per uscire ci vogliono, a volte, 20-30 minuti».

Stesse considerazioni emergono sui social network: «Ogni giorno alla Cittadella dello studente si ripete la stessa snervante liturgia – scrivono gli amministratori del gruppo Facebook – I ragazzi si recano a scuola, accompagnati dai genitori, dai bus o con mezzi propri. Ed è il delirio. Il traffico va in tilt, si blocca e i malcapitati rimangono lunghi periodi in coda. La stessa cosa si ripete puntualmente all’uscita dei ragazzi dalle lezioni. Possibile che in tanti anni nessuno abbia pensato a risolvere il problema? A mettere mano alla viabilità, creando strade di afflusso e deflusso adeguate?».

Negli ultimi giorni, anche a causa del freddo e del maltempo, la situazione è ancora più ingestibile. «Ogni giorno – alle 13,10 – racconta una studentessa – via Spartaco Lavagnini, una delle poche strade di accesso alla Cittadella, è completamente bloccata. Per percorrere cento metri possono occorrere quindici minuti. La via immette su via Brigate Partigiane, che a quell’ora è a sua volta bloccata dal traffico e non può ricevere quello proveniente dalla Cittadella. Via Spartaco Lavagnini è abbastanza stretta e ha un divieto di sosta su ambo i lati che puntualmente non viene rispettato. Le auto in divieto di sosta rendono il deflusso ancora più difficile. Ciliegina sulla torta, un cassonetto piazzato in modo da ostruire metà carreggiata. Non c’è mai un agente della polizia municipale a regolare il traffico o a controllare che il divieto di sosta venga rispettato e gli automobilisti bloccati danno quotidianamente prova di grande pazienza e senso civico nonché di triste rassegnazione. Insomma, chiediamo di intervenire».

Si tira in ballo la politica. «Nel tempo – prosegue un’ insegnante – sono state fatte ripetute segnalazioni, al sindaco precedente e adesso ad Antonfrancesco Vivarelli Colonna e all’assessore Fausto Turbanti, ma nessuno ancora si è mosso, né si fa qualcosa per migliorare la situazione. Nell’attesa di una soluzione viaria, intanto basterebbe qualche agente della Municipale. Il giovedì, per esempio».

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