Il presidio
A Gavorrano è a rischio anche la banca
Il sindaco: sospesa la chiusura della filiale Mps, per il punto vendita Coop speriamo in una cessione
GAVORRANO. Non solo il supermercato, ma anche la banca. Gavorrano rientra nei piani di riorganizzazione delle grandi realtà finanziarie hanno una propria sede in paese, stretto nelle chiusure dettate dai piani industriali studiati per riuscire a far fronte alle perdite. È a rischio chiusura il punto di Unicoop Tirreno in piazza IV Novembre, è a rischio chiusura la filiale della banca Monte dei Paschi poco distante. Ma se per la seconda ci sono margini per poter credere con ottimismo ad un lieto fine, per quanto riguarda il supermercato la strada sembra tracciata.
«Noi cerchiamo di fare il massimo - dice la sindaca gavorranese Elisabetta Iacomelli - Ma senza la sensibilità dei privati e delle altre istituzioni le amministrazioni comunali possono fare ben poco». Ciò non toglie che nessuno in municipio intende starsene con le mani in mano. «Faremo una battaglia come l’abbiamo fatta per l’ufficio postale di Ravi: le proveremo tutte per riuscire a salvare i servizi - assicura la prima cittadina - Senza di questi, del resto, i paesi muoiono».
Per quanto riguarda la filiale Mps, l'amministrazione mineraria ha già incontrato il responsabile provinciale dell’istituto di credito, cercando di fare un punto della situazione. Un incontro proficuo, visto che al momento la chiusura dalla filiale, attesa per il prossimo 31 gennaio, è sospesa. Certo non scongiurata, perché come ha detto il responsabile Mps a Iacomelli il piano della banca prevede ventiseimila esuberi e a qualcuno dovrà pur toccare questa scure. Quindi, occorrerà attendere la decisione finale da Siena prima di poter cantare vittoria.
«Noi stiamo facendo di tutto - dice la sindaca - Stiamo supportando anche la petizione lanciata dai cittadini contro la chiusura della filiale, sperando che possa rimanere aperta. Anche perché è un servizio essenziale rivolto non solo ai residenti di Gavorrano ma di tutto il territorio: le persone vengono nel capoluogo per sbrigare diversi servizi e tra questi c’è anche il passaggio dalla banca». Più problematica appare la questione del punto vendita di Unicoop Tirreno, dato che il negozio di piazza IV Novembre rientra tra quelli toscani destinati alla chiusura, così come vuole il piano industriale del management di Vignale Riotorto che mira ad una riduzione delle spese in vista di un utile che dovrebbe tornare entro il 2019. Che questo percorso sia stato già tracciato ha avuto conferma anche la sindaca Iacomelli.
«Abbiamo incontrato dei rappresentanti sindacali che ci hanno spiegato di questo piano - dice la prima cittadina. La nostra speranza, se le cose andranno così, è quella di trovare qualche privato disposto a prendere l'attività, creando in questo modo anche delle opportunità in termini di posti di lavoro». Anche su questo fronte ci sarà una discussione con il management di Unicoop Tirreno e nel caso si andrà ad uno scontro come è accaduto con le Poste, ma la decisione a Vignale sembra ormai presa, anche se non se ne conoscono i tempi d'attuazione. Una decisione comunque di cui si parla già da qualche tempo. «Qualche settimana fa durante un consiglio comunale - racconta appunto il capogruppo di Bene Comune Antonio Melillo - portai all’attenzione dell’intero consiglio la notizia di una probabile chiusura del negozio Coop di Gavorrano. Oggi leggo sul giornale che la questione non solo è quasi già decisa, ma addirittura drammatica».
«È dura tenere vivi i servizi nei piccoli Comuni - dice Iacomelli con un tono di rammarico - Le amministrazioni comunali hanno potere fino ad un certo punto su queste questioni: serve la sensibilità dei privati e delle altre istituzioni per sopravvivere».
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