Il Tirreno

Grosseto

Occhio al raccordo pazzo Strade sbilenche in città

di Francesca Ferri
Occhio al raccordo pazzo Strade sbilenche in città

Viabilità preesistente e nuove lottizzazioni: non sempre l’aggancio riesce Da via Pertini a via Mastroianni, gli “scherzi” urbanistici delle vie grossetane

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GROSSETO. Costruire una nuova lottizzazione alla periferia di una città è come aggiungere una nuova tessera a un puzzle. Perché il puzzle sia corretto la tessera deve aderire perfettamente nello spazio dove viene calata.

Non così, però, è successo per Grosseto dove capita di percorrere una strada e, d’improvviso, “inciampare” in una curva a gomito inattesa, sterzare per seguire il corso di una via che ci saremmo aspettati dritta, finire in vicoli ciechi.

La storia, ovviamente, inizia anni e anni fa e riguarda varie zone del capoluogo. Come, ad esempio, il raccordo tra via Orcagna e via Sandro Pertini, il lungo viale che porta al quartiere in zona Pizzetti e che nei primi progetti doveva sbucare direttamente sulla strada delle Collacchie, davanti al depuratore. L’aggancio tra le due strade avviene in via Civitella Paganico, che però, rispetto a via Pertini, risulta non in asse. Non solo. Via Civitella, che fino a una decina d’anni fa aveva davanti la campagna, a ridosso del raccordo con via Pertini ospita anche un piccolo parcheggio, che non agevola il riconoscimento dell’imbocco della strada.

Non va meglio all’altro capo di via Pertini. La strada si interrompe in un campo. All’estremità è stata realizzata una piccola rotonda per permettere alle auto di tornare indietro. Nessuna traccia della strada che sarebbe dovuta confluire in un’altra – proveniente dal Peep Pizzetti – e agganciarsi alle Collacchie. C’è solo uno stradellino di terra battuta per il passaggio dei pedoni che raggiungono la ciclabile.

Spostandosi poco più in là, in un’altra lottizzazione precedente – quella tra viale Cimabue e via Andrea Mantegna – si trova uno degli esempi più tipici della sciatteria urbanistica grossetana: via Giuseppina Scotti finisce in un “cul de sac”sterrato.

E sterrata è anche l’ultima appendice delle vicine via Giorgio De Chirico e via Salvator Rosa, che si trovano nell’agglomerato oltre via Cimabue. La prima, via De Chirico, il cui nome svetta un cartello scritto a mano che la dice lunga sulla precarietà dell’organizzazione urbana in questa zona, è una dritta viuzza che arriva fino a via Tiepolo. Eppure non la raggiunge: l’ultima parte, sterrata, è chiusa.

Più tortuosa, ma con medesimo esito, via Savator Rosa, una traversa di via Cimabue. Anche qui l’asfalto finisce per lasciar spazio alla breccia, ma non è tanto questo che colpisce (del resto, la strada è privata). Balza agli occhi piuttosto che, anche qui l’accesso alla strada avvenga da un parcheggio, in discontinuità con l’asse viario.

Cosa che succede anche in una ben più trafficata, e recente, zona di Grosseto: il quartiere Casalone. Da circa un anno via Marcello Mastroianni e il viale che congiunge la strada della Trappola al centro commerciale Aurelia Antica sono collegati. Per anni il passaggio è rimasto chiuso con gli spartitraffico. Oggi la circolazione tra viale Alberto Sordi e la Trappola è in continuità, ma occhio alle sorprese. In fondo a via Mastroianni un “baffo” nella strada fa immettere le auto in una gincana che passa da un parcheggio – di nuovo – prima di sfociare finalmente sulla retta via. Insomma, anche qui la mappa è assai bizzarra.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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