Il presidio
Addio a Giuliana Giannella storia e anima del Palazzo
Per circa 40 anni dipendente del Comune di Orbetello, da segretaria a dirigente «La mia comunista preferita», la chiamava Di Vincenzo. Che piange «un’amica»
ORBETELLO. Si è spenta nei giorni scorsi, all’età di 74 anni Giuliana Giannella, ex dipendente del Comune di Orbetello. Giannella ha passato nelle stanze degli uffici comunali circa quarant’anni della sua vita.
«Era entrata da giovanissima – racconta il figlio Daniele Tonelli – vincendo un concorso e da segretaria, con i vari concorsi interni, era diventata dirigente senza una laurea o un diploma».
Daniele ha la voce ferma ma al contempo la sua commozione nel ricordo della madre appena scomparsa è forte. «È stata una grande mamma, una grande donna», dice fiero.
Giuliana ha avuto rapporti con moltissimi sindaci lagunari. «Me li ricordo – continua il figlio – quando venivano a casa e chiedevano a mamma cosa dovevano fare il giorno dopo o come redigere un certo documento».
Giannella era una donna forte e tenace. «Sapeva tutto del Comune – aggiunge Daniele – conosceva ogni atto». Forse proprio per essersi fatta da sola, Giuliana non amava le raccomandazioni o le corsie preferenziali. «Molti, nel tempo, sono venuti a chiedere aiuto a mamma per un concorso – spiega Tonelli – ma lei ha sempre risposto nello stesso modo: “Io non ti raccomando, ti posso aiutare a studiare in modo tale che la tua preparazione sia tale che nessun raccomandato potrà prendere il tuo posto”. Mia mamma era una lottatrice ha combattuto molte battaglie. Apparteneva al Partito comunista, faceva politica attiva e io sono cresciuto alla festa dell’Unità».
Giuliana portava Daniele ovunque andasse. «A Roma, Milano – dice il figlio –. Se c’era una manifestazione contro l’aborto o su altre questioni importanti lei c’era e mi portava con sé. Ha sostenuto anche la rivoluzione cubana».
Quando andò in pensione Giuliana non lasciò però del tutto il suo lavoro tanto da collaborare con l’ufficio del commissario per la laguna. «Mamma aveva tantissimi interessi – prosegue ancora il figlio –: amava leggere di tutto, da “Il Signore degli anelli” a “Hanry Potter” fino ai classici più impegnativi».
La sua passione per la lettura l’ha trasmessa alla nipote che adesso ha 25 anni. «Sono felice – dice il figlio – di aver potuto donare le sue cornee. Un gesto che so le avrebbe fatto piacere».
Giuliana ha conosciuto molti sindaci ma con uno ha avuto, nonostante posizioni politiche opposte, lei comunista e lui di destra, una grande amicizia. «Rolando Di Vincenzo la chiamava “la mia comunista preferita” – dice Daniele –. Hanno sempre avuto un rapporto corretto, onesto e di stima reciproca. La visita di Di Vincenzo a dare l’estremo saluto a mamma mi ha molto commosso».
«Per me è una grande perdita – confessa Di Vincenzo –. Dire che è stata una mia collaboratrice è riduttivo. È stata un’amica, un aiuto prezioso. Aveva il dono della sintesi e la capacità di riportarmi alla realtà. Quando andò in pensione la chiamai all’ufficio del commissario. Lavorava oltre il suo orario con attenzione e precisione. Il suo modo di tenere l’archivio era unico».
Oggi la salma di Giuliana sarà portata a Livorno per la cremazione. Le sue ceneri disperse, come era suo desiderio, insieme a quelle della madre. Per Giuliana nessun rito civile o religioso. «Mamma ha voluto così», dice Daniele.
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