Meteo
«Il problema non si archivia con qualche ambulanza in più»
GROSSETO. «La politica della pacca sulle spalle dopo la sfuriata non è esattamente il modo migliore per avere relazioni costruttive con questo territorio. Lo diciamo con pacatezza ma con...
GROSSETO. «La politica della pacca sulle spalle dopo la sfuriata non è esattamente il modo migliore per avere relazioni costruttive con questo territorio. Lo diciamo con pacatezza ma con determinazione».
Le parole sono quelle di Claudio Renzetti (CdL), Cinzia Fiacchi (Fp) e Lorenzo Centenari (Spi) a proposito della bufera seguita alla riorganizzazione del 118.
«Quello che è successo con la riorganizzazione del 118 e della rete dell’emergenza-urgenza è stato grave – dicono i tre sindacalisti – ed è grave che chi aveva la responsabilità non abbia ascoltato le preoccupazioni del sindacato e degli operatori sui problemi cui si andava incontro. Così come è stato grave, per motivi d’immagine, impiccarsi a una data rispetto all’entrata a regime del nuovo sistema, senza svolgere al meglio il necessario periodo di rodaggio e soprattutto fare gli investimenti che servivano nel Grossetano».
Renzetti, Fiacchi e Centenari vogliono essere chiari anche su un altro punto. «La battaglia per tenere a Grosseto la centrale operativa dell’emergenza-urgenza – dicono – non è mai stata per la Cgil una questione di campanile con Siena. Chi fra le righe dà questa lettura ne fa una caricatura grottesca. I problemi sono derivati dalla fusione a freddo di due realtà con diversi modelli organizzativi e di funzionamento. Ed era facile prevedere sarebbe successo quel che puntualmente è successo».
A parere dei tre «la questione non si archivia con qualche ambulanza, auto medica e Pet in più in provincia di Grosseto, anche se è urgente fare questi investimenti». Per la Cgil è «importante discutere nel merito di come riformulare le procedure operative e avere certezza sui tempi in cui il sistema andrà a regime».
La battaglia però non finisce qui «perché – dicono – il modo di procedere visto con l’emergenza-urgenza non può diventare il paradigma d’intervento dell’azienda sulle tante questioni ancora aperte. Col rischio di sacrificare professionalità ed efficacia dei servizi socio sanitari. Sul merito la Cgil di Grosseto continuerà ad essere intransigente e puntuale. Anche perché non vogliamo essere confusi con coloro che, a prescindere, alimentano sul territorio sciocchi campanilismi. I nostri obiettivi, infatti, sono standard omogenei dei servizi e valorizzazione delle competenze. Nient’altro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google