Gli sponsor: ok agli eventi ma qualche rammarico
GROSSETO. Un po’ di dispiacere per non vedere realizzati, quest’anno, la mostra La Città visibile e il Premio Monicelli, ma anche fiducia nell’operato del presidente Francesco Mori e attesa di...
GROSSETO. Un po’ di dispiacere per non vedere realizzati, quest’anno, la mostra La Città visibile e il Premio Monicelli, ma anche fiducia nell’operato del presidente Francesco Mori e attesa di dettagli più precisi.
I soci privati di Fondazione Grosseto cultura hanno assistito due giorni fa al Museo di Storia naturale della Maremma alla presentazione del programma per il 2017.
E come finanziatori delle attività di Fondazione – ogni socio versa ogni anno 5.000 euro per cinque anni – il loro giudizio ha un peso di tutto rispetto.
Il più soddisfatto della proposta è Luigi Mansi, presidente di Nuova Solmine. «Mi sembra un programma buono, adeguato alla tradizione di Grosseto – dice – Quello che mi auguro è che si faccia un programma che faccia rivitalizzare Grosseto sotto il profilo del turismo e porti manifestazioni qualificanti per tutto il territorio». Mansi si dice ottimista e fiducioso nell’operato del presidente Mori: «Mi sembra persona preparata», dice. E non nasconde la sua predilezione per la parte musicale, «anche se la farei molto più grande – dice –. È una programmazione che ci vede protagonisti come Rotary con il premio Scriabin e il premio Giovani». Quanto alla scomparsa, quest’anno, della Città Visibile e del Premio Monicelli «ogni direzione – dice Mansi – imposta le cose secondo il suo modo di vedere: era bello quel che c’era prima, speriamo di vedere un programma altrettanto bello ora. Auguri al presidente».
Dispiacere per un programma che non contempla i due eventi di punta della passata amministrazione viene espresso anche dagli altri soci privati, che tuttavia si dicono fiduciosi nei nuovi eventi.
Come Amedeo Vasellini di Terme Marine Leopoldo II di Lorena: «Lo sapevamo – dice – perché la presentazione è stata preceduta da alcuni incontri e la cosa è stata dibattuta e condivisa. Siamo fiduciosi in un buon risultato. Il nostro impegno non cambia». Dispiaciuto di rinunciare alla visibilità che questi due eventi davano agli sponsor? «Per gli sponsor non è una questione utilitaristica – spiega Vasellini –. Se quei soldi li investi in pubblicità hai maggiore visibilità. Noi partecipiamo perché pensiamo che la città abbia bisogno di un progetto culturale. Pensiamo a Lucca Comix e ai numeri che fa. I visitatori devono alloggiare a Pisa perché a Lucca è tutto pieno».
Dispiacere per il Premio Monicelli e per veder saltare quest’anno la Città visibile lo esprime anche Stefania Ricci di Barghi, società proprietaria del centro commerciale Aurelia Antica. «Al tempo stesso però – aggiunge – siamo fiduciosi che non appena ci verrà illustrato il programma nel dettaglio non avremo di che lamentarci».
Il 20 gennaio intanto è fissato un incontro del cda di Fondazione con i soci. Ed è quell’incontro che aspetta Luca Terrosi di Uscita di sicurezza. «Il programma non è male – dice Terrosi – mi pare ci siano buoni propositi, però alcune cose sono state solo accennate, ma non sono certe. Aspettiamo dei dettagli. Sulla Città Visibile mi spiace: era una buona vetrina per gli sponsor e un buon collettore per la città». (f.f.)
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