Il Tirreno

Grosseto

Tre pietre per non dimenticare

di Sara Landi
Tre pietre per non dimenticare

Installate davanti al Comune le Stolperstein in memoria delle vittime dei lager

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Tre grossetani, Albo Bellucci, Giuseppe Scopetani e Italo Ragni, da ieri sono tornati a casa, almeno nella memoria collettiva. I loro nomi e la loro storia sintetizzata in pochi numeri (l’anno di nascita, l’anno della deportazione e la data di morte nel campo di concentramento) sono ora scolpiti su tre sanpietrini speciali, le Stolperstein ricoperte di ottone ideate dall’artista tedesco Gunter Demnig che ha finora disseminato 60.000 pietre d’inciampo in 21 Paesi europei.

Una mappa della memoria puntiforme e diffusa in cui ad ogni pietra corrispondono una storia e una persona da non dimenticare; una mappa a cui ora si è aggiunta finalmente la città di Grosseto, con la posa di fronte al palazzo comunale.

«Sono inorridito ogni volta che incido i nomi, lettera dopo lettera – dice Gunter Demnig che ha posato la sua prima Stolperstein nella sua città, Colonia, nel 1995 quando era ancora considerato un atto illegale – ma questo fa parte del progetto, perché così ricordo a me stesso che dietro quel nome c’è un singolo individuo. L’installazione di ogni Stolperstein è un processo doloroso ma anche positivo perché rappresenta un ritorno a casa, almeno della memoria di qualcuno».

Tra coloro che hanno assistito alla cerimonia silenziosa di ieri, segnata solo dall’applauso commosso che ha salutato l’avvenuta posa delle pietre, c’era anche Vanda Bellucci, classe 1932, che di uno dei tre grossetani deportati conserva il ricordo più intimo, quello di una sorella minore nei confronti del fratello tanto più grande di lei e vittima di un destino così tragico. Alla fine della cerimonia Vanda si avvicina a Gunter Demnig e gli stringe la mano: «Grazie perché ci aiuti a non dimenticare». Il senso dell’operazione è tutto qui: “inciampare” nella memoria non in senso fisico ma visivo e mentale, per fermarsi a riflettere.

Erano presenti il direttore dell’Isgrec Valerio Entani, il vicesindaco di Grosseto Luca Agresti e le associazioni partner del progetto “Cantieri della memoria”.

L’installazione ha infatti coronato questo progetto biennale finanziato dal Cesvot in cui l’Isgrec ha creduto molto e che ha coinvolto tante persone, associazioni ed enti a cui va la gratitudine dell'istituto. In particolare hanno aderito e lavorato come associazioni partner La Martinella per la Costituzione, le Donne di Magliano, il Festival Resistente, l’Arci di Manciano, il Circolo Arci Khorakhanè, la Fiab Grossetociclabile e il comitato provinciale dell’Anpi; a loro va aggiunta la collaborazione degli enti locali (Provincia di Grosseto e i Comuni di Grosseto, Magliano, Manciano e Roccastrada) e del Cesvot.

Sempre nella mattinata di ieri, prima dell’arrivo in città del padre delle Stolperstein un convegno promosso dall'Isgrec nel Palazzo della Provincia ha approfondito il rapporto tra arte pubblica, memoria e storia con i contributi di Mauro Papa (Clarisse Arte), Elena Vellati (Isgrec) e Elisa Guida (Università della Tuscia).

Per i grossetani che vogliano approfondire il significato delle Stolperstein e i frutti del lavoro dei Cantieri della memoria l’Isgrec promuove il 28 gennaio dalle 15 alle 16,30 una “passeggiata della memoria” con ritrovo al monumento ai martiri dell’antifascismo dentro la Cittadella dello studente. Analoghe iniziative sono in programma per le scuole la mattina del 26 e 27 gennaio.

Informazioni e prenotazioni al numero 0564 415219 o scrivendo all’email segreteria@isgrec.it.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera