Il Tirreno

Grosseto

la protesta

«Porteremo le nostre pecore sotto la sede del ministero»

MAGLIANO IN TOSCANA. Il dado è tratto. Gli allevatori del Grossetano e del Senese porteranno i loro greggi sotto il Ministero dell’ambiente, a Roma. Il ministro Gianluca Galletti non ha risposto al...

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MAGLIANO IN TOSCANA. Il dado è tratto. Gli allevatori del Grossetano e del Senese porteranno i loro greggi sotto il Ministero dell’ambiente, a Roma. Il ministro Gianluca Galletti non ha risposto al pressing dell’assessora di Magliano in Toscana, Mirella Pastorelli, che a nome anche di molti colleghi di altri Comuni della provincia aveva sollecitato il ministro a tener fede alle promesse fatte in un passato incontro e aveva lanciato la richiesta di un tavolo ministeriale per risolvere il problema delle predazioni che ormai stanno dissanguando gli allevamenti della maremma e del Senese. Dell’organizzazione della manifestazione che ha precedenti celebri in Francia, dove gli allevatori per protestare contro le politiche francesi sulle predazioni hanno portato i greggi sotto la torre Eiffel e dentro al museo del Louvre, si parlerà il 25 gennaio, alle 10, nella sala consiliare del Comune di Magliano in Toscana. Parteciperanno, dopo aver risposto positivamente all'invito del sindaco Diego Cinelli e della vicesindaca Pastorelli, anche i sindaci di Scansano, Manciano, Semproniano, Roccalbegna e Capalbio. E arriveranno anche i rappresentanti dei comuni di Montalcino, San Giovanni d'Asso, Asciano, e Buonconvento. Sono state invitate le associazioni di categoria degli allevatori di Grosseto e di Siena.

«Non abbiamo avuto risposta alcuna dal ministro a cui avevamo scritto una lettera e che avevamo tentato di contattare telefonicamente - spiega Pastorelli - e a questo punto non possiamo più attendere. Da ogni parte ci arrivano sollecitazioni di tantissimi allevatori che non ne possono più delle continue incursioni, predazioni, razzie, di predatori nelle loro aziende. Allevatori che sono delusi dall’indifferenza del Ministero e che quotidianamente sono costretti a assistere a uno strazio continuo delle loro pecore e a spendere soldi per gli smaltimenti, senza avere indennizzi adeguati. Gli indennizzi sono una miseria e le aziende chiudono».

Pastorelli, che si fa portavoce del malessere di tanti allevatori, vuole che il problema sia trattato a tutto campo: «Il ministro - rammenta - aveva promesso di dare le gambe a una proposta di legge che però prendeva in considerazione solo le predazioni da lupi. Ebbene, la questione non è solo questa. Ci sono gli ibridi, i cani inselvatichiti, ci sono i randagi. Ci sono spese su spese per reti e cani da guardiania che non hanno risolto la questione. Il ministro deve capirlo questo. La fetta di economia che sta nel settore allevamento dovrebbe stare a cuore ai nostri governanti. Invece pare che così non sia».

In particolare all’assessora alle predazioni Pastorelli sta a cuore il problema randagismo: «Siamo costretti - dice - a mantenere cani randagi nel canile in condizioni terribili, perché le povere bestie sono chiuse in piccoli spazi e non credo che vivano una buona vita, così. Noi, dal canto nostro, spendiamo circa 60.000 euro che sottraiamo ai servizi da erogare ai cittadini. E non è bello. Quindi anche questo problema va risolto una volta per tutte».

L’altro punto su cui batte Pastorelli è il fatto che il latte comincia a mancare: «I caseifici - incalza - lamentano penuria di latte di pecora e questo per i nostri formaggi griffati e blasonati con tanto di marchio è una perdita notevole. E si perdono pure i posti di lavoro». All’incontro del 25, dunque, si va a organizzare la grande manifestazione e a chiedere al ministro Galletti un tavolo politico urgente a cui partecipino in primis i sindaci interessati dal problema. (f.b.)

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