Il Tirreno

Grosseto

Messa, corona e fiaccolate per le vittime

di Andrea Capitani
Messa, corona e fiaccolate per le vittime

I due Comuni di Monte Argentario e dell’isola del Giglio uniti nel ricordo e divisi dal maltempo: due cerimonie separate

3 MINUTI DI LETTURA





MONTE ARGENTARIO. Per il secondo anno consecutivo è il meteo a guastare parzialmente la commemorazione del naufragio della Costa Concordia, avvenuto il 13 gennaio del 2012 dopo il tremendo impatto sugli scogli delle Scole all’isola del Giglio. E ancora una volta i vertici delle autorità si sono fermati a Porto Santo Stefano, dove ieri mattina nella chiesa di Santo Stefano Protomartire si è tenuta una messa in ricordo delle vittime. Due Comuni stretti nel ricordo, ma ancora una volta divisi dall’incertezza climatica che ha impedito il passaggio via mare.

L’isola del Giglio ha visto celebrare da don Lorenzo Pasquotti una messa nella chiesa dei santi Lorenzo e Mamiliano, senza le autorità locali che si sono fermate all’Argentario. Il programma delle celebrazioni gigliesi è stato tutto il giorno dipendente dalle condizioni meteo, che fino all’ultimo non hanno dato certezze se alle 21 potesse tenersi o meno la processione con fiaccolata. Anche la posa della corona di fiori, inizialmente in programma alle 12, è stata rimandata al pomeriggio per il forte vento.

All’Argentario, visto il maltempo che non ha permesso ai traghetti di raggiungere l’isola, si sono concentrati dunque il capo della protezione civile Fabrizio Curcio, il sottosegretario al ministero dell’ambiente Silvia Velo, il delegato di Costa Crociere Franco Porcellacchia, il prefetto di Grosseto Cinzia Torraco, il sindaco di Monte Argentario Arturo Cerulli e quello di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, oltre a Leonardo Marras e alle altre autorità militari. Nella chiesa di Sano Stefano protomartire don Sandro ha celebrato una messa. A cinque anni di distanza, il dolore per il naufragio della Concordia è sempre vivo.

Oltre alla popolazione isolana, anche a Monte Argentario - anch’esso insignito con la medaglia d’oro al valore civile per aver accolto e aiutato i naufraghi - c’è grande rispetto e cordoglio per le vittime. Tra i santostefanesi c’è anche chi, come Fiorenzo Bausani, propone che al musicista Giuseppe Girolamo sia anche intitolata una via all’interno di uno dei centri abitati di Monte Argentario. Il ragazzo 30enne che lasciò il suo posto sulla scialuppa ad un bambino, per poi morire sulla nave dove aveva trovato il lavoro che aveva sempre sognato, ha lasciato un segno nei cuori di tanti.

«Giuseppe Girolamo ha pagato con la vita lontano dalle telecamere e senza clamore - dice Bausani - con un gesto che dà speranza. La medaglia al valore civile è un dovere e intestargli una via è per mantenere in vita questa speranza».

Il pensiero di Bausani ha trovato approvazione tra molti cittadini, così come nel sindaco Arturo Cerulli che, però, non ritiene la cosa di semplice realizzazione.

«L’isola del Giglio ha comunque la precedenza su queste cose - spiega il primo cittadino - La proposta è interessante ma difficilmente attuabile, inoltre si potrebbe invece pensare di intitolare qualcosa a tutte le persone scomparse in quella tragedia. Speriamo, inoltre, che l’anno prossimo si possa fare una commemorazione come si deve all’Isola del Giglio, visto che sono due anni che il maltempo non lo permette».

Nel frattempo, sono ben 110 mila le persone che hanno firmato la petizione sul sito Change.org per assegnare a Giuseppe Girolamo una medaglia d’oro al valore civile. Nata due anni fa, la petizione dovrà essere poi consegnata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al ministro dell’interno Angelino Alfano.

«Giuseppe quindi decise di lasciare il suo posto in scialuppa ad un bambino - si legge - e il 22 marzo, due mesi dopo il naufragio, è stato trovato il suo corpo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web