Il Tirreno

Grosseto

«Senza casa e lasciata sola, aiutatemi»

di Andrea Capitani
«Senza casa e lasciata sola, aiutatemi»

Argentario, una donna lancia un appello alle istituzioni. A fine marzo dovrà lasciare l’alloggio

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MONTE ARGENTARIO. «Speriamo che chi di dovere metta una mano sulla coscienza». La casa dove abita con i due figli è stata venduta all’asta giudiziaria e, a fine marzo, una donna di origini armene, che vive nella casa che apparteneva al suo ex compagno di Porto Santo Stefano, dovrà fare i bagagli e lasciare l’appartamento.

Gayane Poghosyan lancia un appello attraverso Il Tirreno, chiedendo all’amministrazione comunale di Monte Argentario o, eventualmente, a qualche ente disposto ad ascoltarla, un aiuto per risolvere la difficile situazione in cui si trova. Per lei al momento l’unica soluzione è rappresentata dal trovare una casa in affitto anche se, essendo una lavoratrice stagionale in disoccupazione, non potrebbe mantenerla pensando anche al sostentamento dei figli. La casa, che si trova alla strada del Sole a Porto Santo Stefano, è stata acquistata all’asta giudiziaria.

A fine marzo scadrà il termine per lasciare l’abitazione. «Le leggi italiane sono una vergogna», ci dice la donna che racconta, dal suo punto di vista, una lunga sequenza di storie e momenti complicati anche dal punto di vista familiare. Gayane si trova oggi costretta a lasciare l’alloggio.

«Sono stata anche in Comune a Monte Argentario - racconta - è ci è stato detto che case popolari non ce ne sono. Non capisco queste leggi italiane. Non è normale che veniamo sbattuti fuori di casa e io voglio difendere i miei figli. Siamo qua da 8 anni, voglio chiedere al tribunale dei minori se si può fare qualcosa. Non sappiamo dove andare e non posso permettermi un affitto».

Quest’anno la donna ha lavorato per 6 mesi in una struttura alberghiera e adesso sta prendendo la disoccupazione.

«Poi non ho più nulla - prosegue - . Sono sola e non ho nessun appoggio oltre a questo. Chiedo al Comune un aiuto perché non so dove andare, oppure se possiamo avere del tempo in più per stare qua, in modo da trovare una soluzione. Dico solo che questa è una vergogna dell’Italia, in Armenia non succedono cose del genere. La legge qua non ci tutela e ci troviamo in mezzo a una situazione di cui non abbiamo colpe, cerco giustizia da parte del tribunale».

L’appello è lanciato.

La signora chiede disperatamente aiuto e si rivolge all’amministrazione comunale di Monte Argentario, al sindaco e agli uffici e strutture competenti affinché qualcuno ascolti la sua situazione difficile e la aiuti come può, in qualche modo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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