Il presidio
Rifiuti, Sei ascoltata dall’anticorruzione
Ore cruciali per la società che rischia il commissariamento dopo l’inchiesta della Procura. Ieri riunione straordinaria del cda
GROSSETO. Avvocati in audizione a Roma con l’Agenzia nazionale anticorruzione (Anac) mercoledì; consiglio d’amministrazione straordinario giovedì.
Sono giornate campali per Sei Toscana (Servizi ecologici integrati Toscana srl), la società che gestisce il servizio di raccolta rifiuti nelle province di Grosseto, Siena e Arezzo, finito nel mirino della Procura di Firenze, e poi in quello dell’Anac, per la maxigara d’appalto da 3,5 miliardi di euro affidatale dall’Ato Toscana sud, anch’esso travolto dallo scandalo.
La Procura di Firenze sta indagando sulle ipotesi di corruzione e turbativa d’asta. Per queste ipotesi di reato dallo scorso novembre sono indagati i vertici della società e dell’Ato, tra i quali Andrea Corti, ex direttore generale dell’Ato, ed Eros Organni, direttore di Sei Toscana.
Il 23 novembre scorso, a seguito dell’inchiesta, l’Autorità nazionale anticorruzione ha avviato un procedimento di proposta di adozione di misure straordinarie di gestione, sostegno e monitoraggio nei confronti di Sei e Siena Ambiente spa, la capofila.
Il provvedimento è stato attivato sulla base di «situazioni anomale e sintomatiche di condotte illecite o eventi criminali», come di norma succede in questi casi. La procedura prevede, in sostanza, che l’Autorità “tenga d’occhio” la società, la quale deve fornire tutta la documentazione chiesta dal garante per fare le verifiche sul suo operato.
Tra i passaggi sono previste anche audizioni con il garante stesso, Raffaele Cantone, come quella di ieri.
Sulla base della documentazione ricevuta, e tirate le conclusioni, l’Anac può decidere o meno di chiedere al prefetto della provincia dove la società ha sede, in questo caso Siena, il commissariamento della società.
Si gioca dunque in queste ore la partita cruciale per l’azienda. Dalla quale, ieri, ad esplicita richiesta, non è trapelato alcun commento sull’esito della riunione straordinaria dei consiglieri, guidati dal presidente Roberto Paolini. «No comment» la risposta.
Di certo c’è che da Roma ancora non è partito alcun tipo di comunicazione al prefetto senese. Il commissariamento, ad oggi, rimane uno spettro che non è detto debba necessariamente manifestarsi, anche se questa è la richiesta arrivata da alcuni sindaci e dal presidente dell’assemblea dell’Ato.
Francesca Ferri
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