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Nessun controllo sui bivacchi Turbanti: «Tuteliamo i clochard»
GROSSETO. L’ordinanza anti bivacco è momentaneamente sospesa: in attesa che le temperature tornino a salire e che il pericolo di ipotermia sia scongiurato, l’assessore alla Sicurezza Fausto Turbanti...
GROSSETO. L’ordinanza anti bivacco è momentaneamente sospesa: in attesa che le temperature tornino a salire e che il pericolo di ipotermia sia scongiurato, l’assessore alla Sicurezza Fausto Turbanti ha deciso che la pattuglia della polizia municipale che resta in servizio fino all’una di notte si occupi di altro. Si occupi, nello specifico, dei senza tetto che dormono all’addiaccio. «Sono persone disperate, gente che ha perso il lavoro e che vive una condizione psicologica davvero difficile - dice - Non possiamo accanirci contro di loro in queste sere di freddo. Se entrano in qualche edificio abbandonato per ripararsi non possiamo cacciarli. Prima viene la salute, poi il rispetto delle regole». Le parole di Turbanti arrivano il giorno dopo l’incendio provocato da un fornellino all’ex Garibaldi, che è stato “sigillato” di nuovo. «Quel palazzo è pericoloso - dice ancora l’assessore - ed è chiaro che nessuno dovrebbe entrare là dentro. Non voglio certo passare sopra alle regole e alle norme, non è nel mio carattere, ma di fronte a persone che rischiano la vita, mi preoccupo di più per questo aspetto che per altri».
La pattuglia della municipale in servizio fino all’una di notte ha il compito di passare dalle zone dove di solito dormono i clochard e svegliarli per proporre loro di andare al dormitorio. «L’assessore Milli insieme al Coeso - dice ancora - ha ricavato altri sei o otto posti letto. Molte delle persone che dormono per strada non vogliono saperne di andare là ma i vigili hanno il compito di svegliarli se li trovano a dormire per strada. In questo modo riusciamo a evitare principi di ipotermia e assideramento che possono essere fatali».
Case cantoniera abbandonate, garage aperti, palazzi in costruzione.
Sono questi i luoghi dove i controlli saranno meno pressanti in queste notti di freddo che rischia di uccidere chi dorme per strada.
«Qualcuno rifiuta di andare al dormitorio - dice ancora Turbanti - o un pasto caldo e una doccia. Possiamo fare ben poco se non stare attenti che non succeda loro qualcosa e nel caso, appunto, attivare i soccorsi come abbiamo fatto qualche notte fa per l’uomo che vive in piazza de Maria».
Tolleranza massima, quindi, almeno fino a quando non sarà passata quest’ondata di gelo che ha rappresentato un problema, soprattutto per chi una casa e un tetto sotto il quale dormire non ce l’ha. (f.g.)
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