Il presidio
«Ghiaia da giardino per il ripascimento della spiaggia»
FOLLONICA. «La Regione Toscana impone al Comune delle decisioni sulla quali lo stesso non ha potere di replica». Il Movimento 5 Stelle, dopo mesi, ha ottenuto una risposta alla sua interrogazione...
FOLLONICA. «La Regione Toscana impone al Comune delle decisioni sulla quali lo stesso non ha potere di replica».
Il Movimento 5 Stelle, dopo mesi, ha ottenuto una risposta alla sua interrogazione (depositata anche in Regione grazie ai suoi consiglieri regionali), in merito al ripascimento della spiaggia a nord del fosso Cervia: in quell’atto i pentastellati contestavano il tipo di materiale utilizzato, «un ghiaietto di cava non di forma arrotondata - spiegano - con difformità cromatiche, di origine non fluviale e con il rischio che lo stesso con il tempo potesse causare l’intorbidimento delle acque a causa del rilascio di polvere per continua abrasione del materiale calcareo. Il materiale impiegato per il ripascimento è di fatto la classica ghiaia utilizzata per i fondi stradali e per i giardini».
La risposta della Regione Toscana e la nota della stessa allegata dal sindaco Andrea Benini viene letta dai grillini come «una vera e propria presa in giro per i cittadini e tra l'altro anche con supporti tecnici a dir poco opinabili». E continuano. «Nella nota infatti la Regione Toscana dichiara che il materiale proviene da rocce diverse (materiale poligenico) quando invece lo stesso proviene da un unico sito, la cava di monte Valerio nel comune di Campiglia Marittima, che in realtà sfrutta un affioramento di rocce calcaree (calcare micritico e calcare selcifero). Inoltre è un materiale ottenuto per frantumazione come dichiarato anche nelle schede tecniche della società che gestisce la cava e quindi un materiale impossibilitato ad avere forma arrotondata. La relazione tecnica descrittiva del progetto del ripascimento prevedeva che il ghiaietto provenisse da cave terrestri ma di origine fluviale o paleoalveo, origine di cui certamente non fa parte la cava di monte Valerio che, come detto, è impostata su affioramenti rocciosi che vengono coltivati e frantumati».
Gli interrogativi su quell'intervento restano quindi e la preoccupazione anche: un errore? E se di ciò si tratta perché non rimediare? «Insistiamo nel sostenere che quella ghiaia va rimossa poiché con il tempo potrebbe compromettere la bellezza e la fruibilità delle acque, che in quel tratto di litorale sono di grande pregio, rischiando di provocare un danno importante al turismo» concludono dal Movimento.
Paola Villani
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google