Il Tirreno

Grosseto

Fiamme nel “dormitorio” ex Garibaldi

di Francesca Gori
Fiamme nel “dormitorio” ex Garibaldi

Qualcuno stava cucinando nella struttura quando è scoppiato l’incendio. Vent’anni di progetti mai realizzati in via Mameli

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GROSSETO. L’ultima parola sull’ex Garibaldi, la giunta ce l’ha messa lo scorso ottobre: la struttura di via Mameli sarà la nuova sede dell’Acquedotto del Fiora e accoglierà anche la Casa della musica. Ma in attesa che i lavori comincino, mercoledì sera i vigili del fuoco sono dovuti correre di nuovo lì perché qualcuno che abita in uno dei palazzi vicini ha visto il fumo uscire da una finestra al primo piano. Qualcuno era entrato dentro l’ex Garibaldi e aveva acceso un fornellino per cucinare. Le fiamme però sono partite e hanno attaccato alcuni stracci e altro materiale che era stato lasciato per terra e che probabilmente serviva come giaciglio sul quale dormire in queste notti di gelo.

Per entrare all’interno dell’ex orfanotrofio che amministrazione dopo amministrazione sarebbe dovuto diventare qualcos’altro, è stata spaccata una finestra al pianterreno. L’edificio, già nell’estate di due anni fa, era stato blindato per evitare che i senza tetto trovassero rifugio in quelle stanze.

Il solaio era già danneggiato e anche il sopralluogo dei vigili del fuoco e quello dei tecnici del Comune, dopo l’incendio di mercoledì sera, hanno rilevati danni alla struttura.

Quando è scoppiato l’incendio, l’allarme è arrivato subito alla polizia che è intervenuta: in via Mameli è arrivato anche l’assessore alla Sicurezza Fausto Turbanti che ha seguito i lavori di spegnimento e le operazioni di bonifica fino a quando i tecnici del Comune hanno murato di nuovo la finestra al pianterreno, da dove qualcuno era entrato nella struttura. «Ci sono problemi strutturali al solaio - dice l’assessore - ulteriormente danneggiato dalle fiamme di mercoledì sera. È pericoloso stare dentro la struttura, non possiamo rischiare che qualcuno muoia là dentro».

I tempi per la realizzazione della sede dell’Acquedotto del Fiora e della Casa della musica non sono brevi.

Da almeno due decenni il grande palazzo nato per ospitare gli orfani, è completamente degradato: l’amministrazione di Emilio Bonifazi pensava a un recupero di edilizia sociale, l’opposizione di centrodestra invece chiedeva che in quella struttura venissero realizzate abitazioni per giovani coppie, oltre a un asilo e uno spazio per la cultura.

Progetti che sono naufragati. Servivano soldi che le amministrazioni che negli ultimi vent’anni si sono succedute alla guida del Comune non avevano.

Soltanto nel 2015, per il rifacimento del tetto, furono spesi 50.000 euro.

Ora quell’edificio dovrebbe accogliere la sede dell’Acquedotto del Fiora e le associazioni musicali della città. Intanto però, le finestre e le porte sono state di nuovo murate per evitare che qualcuno resti imprigionato là dentro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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